Pessima qualità dell'aria? Gli italiani potranno chiedere un risarcimento: ecco come
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Il Parlamento europeo ha approvato una disposizione con cui fissa i limiti legali delle polveri sottili, che dovranno essere obbligatoriamente rispettati a partire dal 2030. E se gli Stati dell'Unione non rispetteranno i patti, i cittadini potranno richiedere un risarcimento allo stato per l'aria inquinata. Nel frattempo, date anche voi una mano all'ambiente guardando il video sottostante per imparare qualche trucchetto ecosolidale per la quotidianità.
Aria inquinata: l'accordo tra istituzioni UE per ridurre lo smog
Sono circa 300 mila i morti l'anno in Europa a causa dello smog. Il dato, un segnale decisamente inquietante, ha condotto prima ad una riflessione generale e, successivamente alla redazine di nuove norme ad hoc per tutelare i cittadini e le cittadine dall'ammalarsi a causa della pessima qualità dell'aria.
Che cosa prevede l'accordo
Le protagoniste sono le polveri sottili, in particolare la categoria Pm2,5, Pm10, il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2). L'accordo, inserito nel testo relativo alla sezione "Zero Pollution", parla di una netta diminuzione dei limiti delle stesse. Infatti, si parla di un abbassamento notevole: dagli attuali 25 si dovrà passare ai 10 microgrammi per metro cubo e da 40 a 20 microgrammi per metro cubo. L'obiettivo? Migliorare la qualità dell'aria e ridurre di almeno il 55% il numero di decessi prematuri causati dalle polveri sottili. Basti pensare alla città di Milano, risultata la quarta città più inquinata al mondo: l'allarme è evidente.
E se non si rispettano le direttive? Si può chiedere un risarcimento
All'interno della nuova direttiva si trova anche un altro importante tassello, ossia il diritto al risarcimento. Grazie a questo, infatti, in caso di superamento del limite di cui sopra, i cittadini e le cittadine potranno muoversi per vie legali e chiedere direttamente allo Stato un risarcimento. Chi subisce danni alla propria salute a causa del troppo inquinamento atmosferico, quindi, potrà essere risarcito in caso di violazione delle norme UE da parte dei governi nazionali.
Come funziona per l'Italia?
In Italia sono oltre 46 mila le morti premature connesse all'esposizione al particolato, mentre si parla di 11.300 mila morti a causa dell'esposizione al biossido di azoto e 5.100 a causa dell'ozono. Numeri allarmanti, se si pensa al quadro generale. Eppure, nonostante questo, pare che sarà proprio l'Italia a chiedere una proroga di dieci anni al rispetto della direttiva. Il motivo? Le condizioni climatiche e orografiche del Nord Italia.
Cattiva qualità dell'aria: che cosa si può ottenere e come chiedere il risarcimento?
La richiesta di risarcimento è doverosa, soprattutto in caso di mancato rispetto delle norme vigenti. Chi vuole essere risarcito, quindi, potrebbe ottenere: risarcimento per danno alla salute, risarcimento per danno morale, risarcimento per danno patrimoniale, risarcimento per danno esistenziale. Per chiedere uno dei seguenti risarcimenti sarà necessario presentare una causale ricca di tutte le informazioni utili (anche rapporti medici, studi epidemiologici locali, rilevazioni degli inquinanti atmosferici della zona di residenza).
Il caso delle "anziane donne svizzere"
"Questa sentenza non è solo una vittoria per la nostra associazione: è una vittoria per tutte le generazioni"
Le parole di Rosmarine Wydler-Wälti, co-presidente di Anziane per il clima Svizzera, risuonano piene di soddisfazione. L'associazione, infatti, aveva fatto ricorso alla Svizzera (in totale erano tre), accusandola di non fare abbastanza per proteggere la loro salute dalle conseguenze del riscaldamento globale provocato dall'inquinamento dell'aria. Dopo essere state "rigettate" dai giudici svizzeri, le donne si erano rivolte direttamente al tribunale europeo, ottenendo l'accettazione del ricorso.
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