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È legge il Codice Rosso contro i femminicidi, c'è l'approvazione della Camera

Le norme del Codice Rosso sono volte a fermare la strage di femminicidi a cui si è assistito nelle ultime settimane con pene più pesanti e interventi più veloci. Cosa dice la nuova legge.

Sono ottanta le donne uccise dai compagni o ex fidanzati dall'inizio dell'anno: una strage che sta facendo discutere l'opinione pubblica, anche se negli scorsi anni i numeri non erano poi tanto differenti. L'attenzione mediatica sulla questione dei femminicidi, tuttavia, ha spinto il Governo ad agire tempestivamente per approvare una nuova legge che possa contrastare questa ondata.

La Camera ha dato così l'ok per l'entrata in vigore del Codice Rosso, una serie di nuove norme nella speranza che le pene più severe e l'introduzione di nuovi reati nel Codice Penale possano mettere fine alla violenza di genere.

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Codice Rosso: la situazione dei femminicidi in Italia

Una vera e propria legislazione contro i femminicidi, finora, non c'è stata. E spesso la giustizia arriva tardi ad ascoltare le richieste di aiuto delle donne vittime della violenza, degli abusi e della persecuzioni di compagni ed ex fidanzati. Da inizio 2023, la violenza di genere è dilagata arrivando a ottanta vittime. La prima è stata Giulia Donato, l'ultima, negli scorsi giorni, Marisa Leo, trovata dalla polizia mercoledì 6 settembre nel trapanese.

Da tempo le associazioni contro la violenza sulle donne e le donne stesse chiedono che vengano presi provvedimenti a livello legislativo: non solo pene più severe, ma anche tempi di risposta più veloci. Spesso, tra il momento della denuncia e l'intervento delle forze dell'ordine le donne fanno in tempo a perdere la vita. Questo quando la denuncia non viene sminuita, o la donna stessa colpevolizzata.

Codice Rosso: cos'è la nuova legge sui femminicidi

Una legge, in questo caso il Codice Rosso, che si occupasse solo di femminicidi serviva da tempo. Il Codice Rosso è una riforma emanata già nel 2019, con la legge 69 dal titolo Modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Ora il Codice Rosso entrerà pienamente in vigore, con ulteriori modifiche che lo rendono ancora più efficace.

Nella descrizione del Codice Rosso si sottolinea inoltre che nei maltrattamenti non rientrano solo le percosse, ma anche "ogni forma di violenza che calpesti la dignità della persona offesa, sia essa fisica, sessuale, verbale, morale o economica (Cassazione 18937/2016)".

L'avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia, ha commentato l'approvazione tenendo in considerazione che il lavoro da fare è ancora tanto, come riportato dal giornale Il Nuovo Terraglio: "La cosa positiva è che, finalmente, si sta prestando sempre maggiore attenzione alla tutela delle donne offese nell’ambito di questi reati che, purtroppo, non si riesce ad arginare. Con il Codice rosso si introduce un controllo superiore e si velocizzano le indagini. Auspico che queste novità abbiano un impatto positivo e decisivo, affinché chi denuncia possa sentirsi al sicuro sin dal primo momento in cui si rivolge alle Forze dell’ordine".

"Se vogliamo sperare di ridurre davvero questo tipo di reati, il problema deve affrontarsi alla radice. I tempi dilatati della giustizia, la carenza di personale operante all’interno dei tribunali, e l’assenza di garanzie per le persone offese. Il riscontro alle denunce deve essere immediato e incisivo. Solo in questo modo possiamo davvero ridurre episodi di questo tipo, e cercare di prevenire ulteriori femminicidi"

Codice Rosso: le pene e i reati aggiornati dalla legge

Le principali modifiche al Codice Rosso contro la violenza di genere e sulle donne riguardano pene e reati: inasprite le prime e introdotti di nuovi i secondi. Per quanto riguarda le pene più severe, il delitto di maltrattamenti passa a un minimo di 3 a un massimo di 7 anni; la violenza sessuale arriva a un minimo di 6 a un massimo di 12 anni mentre la violenza sessuale di gruppo da un minimo di 8 a un massimo di 14 anni; lo stalking passa a un minimo di 1 anno a un massimo di 6 anni e sei mesi.

I nuovi reati introdotti riguardano tutte quelle forme di violenza e abusi che finora non trovavano una vera e propria regolamentazione, ma erano a discrezione del giudice. Viene introdotto il reato di deformazione dell'aspetto tramite lesioni, punito con la reclusione da 8 a 14 anni, che si trasforma in ergastolo qualora le lesioni causino la morte della vittima. Trova finalmente una legislazione anche il revenge porn, punito con la reclusione da 1a 6 anni e una multa da 5 a 15mila euro. Si introduce anche il reato di costrizione o induzione al matrimonio, punito da 1 a 5 anni con la pena che aumenta se la vittima è minorenne. Infine, la violazione delle restrizioni, quindi dei provvedimenti che vietano di avvicinarsi alla vittima, verrà punita con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Codice Rosso: si velocizzano anche i tempi della giustizia

Il Codice Rosso vuole anche velocizzare i tempi della giustizia per aiutare le donne vittime di violenza di genere. Sono previste quindi norme che velocizzano l'avvio del procedimento penale qualora si realizzi il reato di stalking e, cosa molto importante, sono introdotti percorsi formativi obbligatori per le forze dell'ordine su prevenzione e perseguimento dei reati.

Nel caso di provvedimenti restrittivi a tutela della persona offesa, a seconda dei casi il giudice può predisporre anche l'uso del braccialetto elettronico, per evitare che il persecutore possa trovarsi nei luoghi abitualmente frequentati dalla vittima.

Infine, una grande novità riguarda i tempi utili per sporgere denuncia. Finora, a partire dal momento delle violenze e degli abusi, una donna aveva a disposizione 6 mesi di tempo per sporgere denuncia, prima che le accuse non fossero più valide. Il tempo per sporgere denuncia si allunga ora a 1 anno.