Il padre della neonata rapita in clinica a Cosenza riabbraccia sua figlia, commosso
Bambina rapita all'ospedale riabbraccia i genitori dopo essere stata ritrovata
Una neonata di appena 24 ore è stata rapita il 21 gennaio dalla clinica del Sacro Cuore, nel cuore di Cosenza. I responsabili, Rosa Vespa (51 anni) e Acqua Moses (43 anni), sono stati prontamente individuati e fermati dalla Squadra mobile. Il lieto fine è stato accolto da un'ondata di gioia collettiva: all'arrivo dell'ambulanza che riportava la piccola in clinica, la folla presente ha esploso in un lungo applauso e cori di felicità.
La dinamica del rapimento della neonata a Cosenza: cos'è successo
Secondo la ricostruzione della Polizia, tutto è accaduto intorno alle 18:30. La neonata si trovava in una stanza della clinica con la madre, una giovane casalinga di 27 anni, e la nonna paterna. Una donna di bassa statura, con mascherina e treccine, si è presentata come puericultrice, sostenendo di dover portare la bambina dal pediatra. Solo quando la piccola non è stata riportata, è scattato l'allarme.
Chi sono i genitori della piccola?
La famiglia colpita da questo traumatico evento è composta da giovani genitori: la madre è una casalinga di 27 anni, mentre il padre, 29 anni, lavora come dipendente alla Conad. La coppia ha già un figlio di 6 anni.
Chi sono i rapitori: la finta gravidanza sui social
La vicenda ha rivelato un piano elaborato: Rosa Vespa, 51enne cosentina, e il marito Acqua Moses, 43enne senegalese, avevano architettato tutto nei minimi dettagli. La donna aveva simulato una gravidanza per nove mesi e, una settimana prima del rapimento, aveva persino annunciato sui social la nascita di un maschietto: "Dopo tanta attesa il nostro miracolo è arrivato! Alle ore 20:00 di oggi è nato Ansel. Mamma e Papà ti amano!" aveva scritto su Facebook l'8 gennaio.
Quando gli agenti hanno fatto irruzione nella loro abitazione a Castrolibero, hanno trovato una scena surreale: la coppia stava festeggiando con alcuni parenti l'arrivo del "loro bambino", avendo già cambiato gli abiti della neonata per farla apparire come un maschietto. Per giustificare l'assenza del neonato nei giorni precedenti, la donna aveva raccontato ai familiari che il piccolo era trattenuto in clinica per accertamenti medici.
Ma la piccola finalmente è stata riportata a casa e ha potuto riabbracciare una mamma e un papà che ieri sono morti e risorti.