Chi erano le Mamme Antifasciste del Leoncavallo?
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Carmen è ricordata soprattutto come Mamma Leoncavallo, il volto carismatico del gruppo delle Mamme Antifasciste, nate a seguito dell’assassinio di Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci nel 1978. Queste madri, eterogenee per età, estrazione sociale e formazione, hanno unito le proprie energie per proteggere, sostenere e dare voce ai giovani impegnati nel centro sociale Leoncavallo.
La formazione di un’antifascista
Carmen De Min cresce in un piccolo paese del Bellunese, circondata dalla violenza fascista e dall’attività partigiana. Da bambina assiste a episodi di repressione, con la famiglia costretta a fronteggiare minacce, soprusi e rastrellamenti. La guerra segna la sua vita: la consapevolezza della brutalità dei fascisti e la necessità di difendere i più deboli la rendono antifascista convinta sin dall’infanzia.
Dopo il dopoguerra, si trasferisce in Svizzera per lavoro e poi a Milano, dove arriva negli anni 60 con due figlie, Ornella e Manuela. Qui inizia il suo impegno sindacale e sociale, partecipando a iniziative quasi clandestine, contro le difficoltà e i rischi dell’epoca.
L’incontro con il Leoncavallo
Il legame con il centro sociale Leoncavallo nasce attraverso le figlie: negli anni 70, mentre frequenta il centro, Carmen osserva con orgoglio le attività delle ragazze, tra ciclostili, striscioni e riunioni politiche. La madre diventa parte integrante della comunità, trovando un equilibrio tra il ruolo tradizionale e la partecipazione attiva alla vita sociale e politica della città.
L’omicidio di Fausto e Iaio, due giovani frequentatori del Leoncavallo, segna una svolta. Carmen, sconvolta dalla notizia e convinta della matrice fascista dell’omicidio, decide di organizzare le madri dei ragazzi uccisi, dando vita a un movimento spontaneo che diventerà noto come Mamme Antifasciste.
Le Mamme Antifasciste del Leoncavallo
Le Mamme Antifasciste nascono nel 1978 come risposta all’assassinio di Fausto e Iaio e a un contesto di violenza politica diffusa. Donne eterogenee (ex partigiane, casalinghe, operaie, insegnanti) si uniscono per chiedere verità e giustizia, sostenere i giovani, garantire spazi sicuri e promuovere valori antifascisti.
Il gruppo si distingue per:
- Unità e coraggio: partecipano a manifestazioni, occupazioni simboliche e cortei.
- Impegno sociale: difendono il diritto all’aborto, la libera informazione, il contrasto alla droga e al caro vita.
- Supporto ai giovani: ascoltano, tutelano e crescono insieme alle nuove generazioni, diventando un punto di riferimento per ragazzi e ragazze attivi nel Leoncavallo.
Carmen De Min emerge come figura carismatica e guida: mai piegata di fronte al dolore, organizzatrice instancabile, punto di riferimento morale e politico. Il suo lavoro include telefonate alle altre madri, partecipazione a funerali collettivi, incontri con giudici e continui tentativi di ottenere giustizia.
Attivismo culturale e politico
Oltre alla dimensione di protezione e tutela dei giovani, Carmen e le altre mamme si impegnano in iniziative culturali e artistiche, come laboratori teatrali, atelier e progetti di reinserimento sociale dei tossicodipendenti. Il Leoncavallo diventa così non solo un centro politico, ma anche un laboratorio di aggregazione, cultura e solidarietà.
Le Mamme Antifasciste hanno collaborato con associazioni nazionali e internazionali, ispirandosi alle Madri di Plaza de Mayo, alle donne indiane o brasiliane, ai movimenti per i diritti dei rom e degli immigrati, trasmettendo valori di solidarietà, giustizia e memoria storica.
L’eredità di Carmen De Min
Carmen De Min è morta il 6 febbraio 2022, ma la sua eredità rimane viva attraverso L’Associazione Mamme Antifasciste del Leoncavallo, presieduta da Marina Boer. Rimangono di lei, vivi e attivi, l’impegno civico e culturale e le iniziative per i giovani, oltre che la memoria storica e la tutela dei diritti.
Ma sopra ogni cosa, Carmen De Min ci ha insegnato un'educazione antifascista: la trasmissione di valori di coraggio, resistenza e solidarietà alle nuove generazioni.
Il riconoscimento dell’Ambrogino d’Oro 2022 sottolinea come Milano non dimentichi chi ha lottato per difendere i valori democratici e i diritti dei più deboli, facendo di Carmen De Min e delle Mamme Antifasciste un simbolo indelebile della città.
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