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Storie di donne Aggiornato alle 6 minuti di lettura

Chi era Lidia Poët: la vera storia della prima avvocata d'Italia che ha ispirato la serie Netflix

Chi era Lidia Poët: la vera storia della prima avvocata d'Italia che ha ispirato la serie Netflix (e Matilda De Angelis)
Chi era Lidia Poët: la vera storia della prima avvocata d'Italia che ha ispirato la serie Netflix (e Matilda De Angelis)  (getty images)
Scopriamo la vera storia di Lidia Poët, prima avvocata d’Italia, ispirazione per la serie Netflix La legge di Lidia Poët e interpretata dalla bravissima Matilda De Angelis, che ha recentemente dichiarato in un'intervista: "Se sono una donna libera lo devo anche a lei".
di Maya Artusi Moro

La figura di Lidia Poët rappresenta una pagina fondamentale nella storia dell’emancipazione femminile in Italia. Prima donna a ottenere l’iscrizione all’albo degli avvocati nel nostro paese, Lidia si trovò a combattere non solo contro le complessità del diritto, ma anche contro i pregiudizi di un’epoca che faticava a riconoscere le donne in ambito legale e professionale. La sua storia, diventata ispirazione per la serie Netflix La legge di Lidia Poët, è un racconto di lotta, dedizione e determinazione. Ripercorriamo la sua vicenda straordinaria e le conquiste che ne hanno seguito il coraggio.

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Chi era Lidia Poët? La protagonista della serie Netflix

Nata il 26 agosto 1855 a Traverse, frazione di Perrero, in Val Germanasca, Lidia Poët proveniva da una famiglia valdese e crebbe in un contesto di lingua occitana. Dopo aver superato gli esami di giurisprudenza, si laureò presso l'Università di Torino il 17 giugno 1881. Ma il titolo accademico, pur importante, non era per lei sufficiente. Lidia ambiva a qualcosa di rivoluzionario per l’epoca: iscriversi all’albo degli avvocati e praticare la professione forense, un’ambizione allora riservata agli uomini.

In Italia di fine Ottocento, il percorso verso l’emancipazione era irto di ostacoli per le donne, considerate inadatte a determinati ruoli pubblici. La sua decisione di infrangere queste barriere la rese un simbolo per il movimento di riforma legale a favore delle donne.

La vera storia di Lidia Poët

La carriera di Lidia Poët ebbe un inizio promettente. Dopo la laurea, si dedicò a praticare la professione forense come tirocinante in uno studio legale e frequentò le sessioni dei tribunali per due anni. Dopo aver superato l'esame teorico e pratico con un eccellente risultato (45 voti su 50), il 9 agosto 1883 ottenne l’iscrizione all’albo degli avvocati di Torino, un traguardo inimmaginabile per una donna in quegli anni.

Tuttavia, questo risultato scatenò le ire della procura generale, che fece ricorso alla Corte d'Appello di Torino. La motivazione? Secondo il procuratore generale, “le donne erano proibite dalla legge e dall'ordine pubblico di entrare nella milizia togata”, cioè nella magistratura. Sebbene Lidia Poët e i suoi sostenitori citassero esempi di donne avvocato in altri paesi, come Clara S. Foltz negli Stati Uniti, la Corte d'Appello si espresse a sfavore della sua iscrizione, giudicandola “illegale”.

Lidia tentò un’ultima possibilità, presentando ricorso alla Suprema Corte di Cassazione, ma la decisione della Corte d'Appello venne confermata nel 1884. Così, fu costretta a rinunciare all’iscrizione, ma non alla sua vocazione.

La vita professionale di Lidia Poët: avvocata nell’ombra nello studio del fratello Enrico

Sebbene privata ufficialmente del titolo, Lidia Poët continuò a lavorare nello studio legale del fratello Enrico, dove si occupava di casi e seguiva clienti, sebbene non potesse patrocinare in tribunale. Quando Enrico partiva per viaggi di lavoro, come per Vichy in Francia, la donna gestiva lo studio e, quando necessario, cercava avvocati uomini per rappresentare i suoi clienti in tribunale. Una professionista a tutti gli effetti, costretta a vivere la sua carriera all’ombra delle leggi discriminatorie.

Oltre a questo, Lidia divenne un’attiva esponente del movimento internazionale delle donne, dedicandosi a combattere per i diritti femminili e per una società più equa e giusta. Il suo impegno non si limitava all’Italia, ma abbracciava una visione internazionale, in sintonia con le battaglie femministe che stavano prendendo piede in Europa e negli Stati Uniti.

La conquista finale: il riconoscimento come avvocata

Fu solo nel 1920, quando Lidia Poët aveva già 65 anni, che poté finalmente iscriversi all’albo degli avvocati di Torino, ricevendo il riconoscimento ufficiale che le era stato ingiustamente negato. Questa tardiva vittoria segnò un momento storico per tutte le donne che ambivano a esercitare la professione legale in Italia e gettò le basi per le future generazioni di avvocate. Una battaglia che durò decenni e che solo con grande perseveranza giunse a compimento, dimostrando il coraggio di una donna capace di andare oltre ogni limite.

Lidia Poët e la vita privata: con chi era sposata?

Un aspetto che distingue Lidia Poët è la sua scelta di rimanere sola. Non si sposò mai e non ebbe figli, una decisione non comune per una donna dell'epoca, che le permise di concentrarsi appieno sulla sua carriera e sulle sue battaglie sociali. Un'indipendenza rara per una figura femminile in un’Italia ancora fortemente patriarcale.

Come è finita la vita di Lidia Poët: come è morta l'avvocata

Lidia Poët visse una lunga vita, dedicata alla sua professione e alle lotte per i diritti delle donne. Morì nel 1949 a Diano Marina, località balneare dove trascorse gli ultimi anni. La sua morte segna la fine di un’esistenza spesa al servizio della giustizia e della causa femminile, ma il suo lascito continua a vivere, come dimostrano le opere ispirate alla sua figura.

Ci sarà una terza stagione della serie?

A oggi, non è confermato se Netflix realizzerà una terza stagione della serie La legge di Lidia Poët. Tuttavia, il futuro di questo titolo dipenderà dalla risposta del pubblico: se il numero di visualizzazioni nei primi 28 giorni dalla messa in onda della serie sarà alto, la piattaforma potrebbe dare il via libera. Se tutto andrà come sperato, una possibile terza stagione potrebbe arrivare tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.

Dove vedere La legge di Lidia Poët

Attualmente, le prime due stagioni della serie La legge di Lidia Poët sono disponibili in streaming su Netflix. Grazie al successo ottenuto, il pubblico italiano e internazionale ha potuto riscoprire questa straordinaria storia, apprezzando la rappresentazione della vita e delle battaglie della prima avvocata d’Italia.

Dove è girato La legge di Lidia Poët

La serie, ambientata a Torino, offre uno spaccato storico della città e delle sue architetture. Le riprese si sono svolte in varie location iconiche, tra cui il Parco del Valentino, Palazzo Barolo, Piazza Cavour e le storiche Carceri Nuove. Questi luoghi, con il loro fascino ottocentesco, hanno contribuito a dare autenticità alla rappresentazione del contesto in cui visse Lidia Poët. Le riprese della seconda stagione sono iniziate nel giugno 2023, un dettaglio che fa ben sperare per un possibile proseguimento.

Chi è l’attrice che interpreta Lidia Poet, Matilda De Angelis?

Matilda De Angelis, attrice di talento, ha dichiarato con fierezza che interpretare Lidia Poët le ha fatto comprendere l’importanza della libertà e dell’emancipazione femminile. Nella serie Netflix La legge di Lidia Poët, Matilda veste i panni della prima avvocata d’Italia, una donna che con il suo coraggio e la sua determinazione ha sfidato il sistema dell’epoca.

Chi è l’attrice che interpreta Lidia Poët, Matilda De Angelis?
Chi è l’attrice che interpreta Lidia Poët, Matilda De Angelis?  (getty images)

Chi è l’attrice che interpreta Lidia Poët, Matilda De Angelis?

Matilda De Angelis è nata a Bologna l’11 settembre 1995 e sin da giovane ha mostrato un talento straordinario per la recitazione. Attrice affermata non solo in Italia, ma anche all’estero, Matilda ha già collaborato con registi di fama internazionale e si è distinta per la sua versatilità. Oggi, all’alba dei 30 anni, ha una carriera costellata di successi, e dal 30 ottobre interpreta l’avvocatessa Lidia Poët nella serie Netflix La legge di Lidia Poët, una delle più viste a livello mondiale.

Lidia Poët è un personaggio femminista, intraprendente e sarcastico, qualità che riflettono in parte anche la personalità di Matilda. Interpretare una donna come Lidia, pioniera dei diritti femminili, ha dato a Matilda l’opportunità di riflettere su cosa significa essere libere, un concetto fondamentale nella sua vita e nella sua carriera.

“Grazie a Lidia Poët sono una donna libera”

Nel raccontare la sua esperienza, Matilda De Angelis ha spiegato come interpretare Lidia Poët l’abbia fatta riflettere sulle libertà di cui gode oggi, libertà conquistate grazie a donne come Lidia. “Al giorno d'oggi, le differenze esistono tra uomini e donne, la parità dei diritti sembra lontana”, ha dichiarato, sottolineando che ancora oggi ci sono uomini che “pontificano sulla vita delle donne, sulla loro libertà di scelta, di avere un figlio”.

Matilda ha aggiunto che non ha mai dovuto rinunciare a qualcosa per qualcos'altro, ma che molte donne in altre parti del mondo vivono ancora sotto regole oppressive che limitano la loro libertà: “Ci sono donne che non possono studiare, non possono truccarsi, portare lo smalto, vestirsi come vogliono”. La giovane attrice si considera fortunata a essere una donna libera, e sente di doverlo anche a figure come Lidia Poët, che con il loro coraggio hanno aperto la strada alle generazioni future.

Quando è nata e da dove viene Matilda De Angelis?

Matilda De Angelis è nata a Bologna l’11 settembre 1995. Cresciuta in una famiglia appassionata di arte e spettacolo, Matilda ha sviluppato fin da giovane un interesse per il teatro e la recitazione. Suo fratello Tobia De Angelis è anch’egli attore, a conferma di una vena artistica condivisa.

Che film ha fatto Matilda De Angelis?

La carriera di Matilda De Angelis ha avuto una svolta importante con il film Veloce come il vento, diretto da Matteo Rovere, in cui ha interpretato il personaggio di Giulia De Martino. Grazie a questo ruolo, ha ottenuto il premio come miglior rivelazione al Taormina Film Fest e il Premio Guglielmo Biraghi, oltre a una candidatura come miglior attrice protagonista ai David di Donatello 2017.

In seguito, Matilda ha preso parte a vari film e serie di successo, tra cui Una famiglia di Sebastiano Riso accanto a Micaela Ramazzotti, Il premio di Alessandro Gassmann e I ragazzi dello Zecchino d’Oro, in cui ha interpretato Mariele Ventre, storica direttrice del coro dell’Antoniano. Nel 2020, Matilda ha ottenuto il suo primo ruolo internazionale nella miniserie The Undoing - Le verità non dette, accanto a Nicole Kidman e Hugh Grant. Il suo ruolo ha attirato l’attenzione della critica statunitense, grazie anche a una scena molto intensa che ha fatto parlare di sé.

Lo stesso anno, ha recitato nel film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose con Elio Germano, grazie al quale ha vinto il David di Donatello come migliore attrice non protagonista. Questa serie di successi ha consolidato la sua fama come attrice di talento, capace di affrontare ruoli complessi e di forte impatto emotivo.

Con chi sta Matilda De Angelis: chi è il fidanzato Alessandro De Santis

Matilda De Angelis è fidanzata con Alessandro De Santis, membro del duo musicale I Santi Francesi. La coppia ha ufficializzato la loro relazione a febbraio 2023, e la loro storia è seguita con affetto dai fan.