Michela Giraud al cinema con il film "Flaminia": chi è la sorella nello spettro autistico della stand up comedian
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Flaminia è il titolo del film che segna il debutto alla regia della stand up comedian Michela Giraud: una storia di accettazione, diversità e crescita che si ispira alla sua vita e al rapporto con la sorella Cristina. Chi è la sorella di Michela Giraud e di cosa parla il suo film?
Il debutto alla regia di Michela Giraud
Il film Flaminia, che segna il debutto di Michela Giraud dietro la macchina da presa, è liberamente ispirato all'omonimo racconto della stand up comedian tratto da Tea di Daniela delle Foglie, Laura Grimaldi, Michela Giraud e Serena Tateo. Il cast del film include Rita Abela, Antonello Fassari, Nina Soldano, Edoardo Purgatori, Catherine Bertoni de Laet, Ludovica Bizzaglia, Francesca Valtorta e Fabrizio Colica. Inoltre, vi sono Lucrezia Lante Della Rovere e Andrea Purgatori, il giornalista recentemente scomparso.
La trama di "Flaminia" di Michela Giraud
Ma qual è la trama di Flaminia, il film di Michela Giraud? La protagonista è interpretata dalla stessa stand up comedian: sotto la pressione di sua madre Francesca, Flaminia De Angelis sta per sposare Alberto, il figlio di un importante diplomatico, regalando all'intera famiglia la tanto agognata scalata sociale. Tutto è pronto per il grande evento quando nella vita patinata di Flaminia irrompe Ludovica, la sua sorellastra, trentenne nello spettro autistico. Ludovica mette a nudo tutte le ipocrisie con cui Flaminia crede di convivere benissimo e proprio quando la convivenza delle sorelle fa riaffiorare il sentimento di un rapporto dimenticato, Flaminia è costretta ad affrontare un evento inaspettato che mette di nuovo a repentaglio tutto.
Chi è la sorella di Michela Giraud nello spettro autistico
Cristina è la sorella di Michela Giraud che, come Ludovica nel film Flaminia, è nello spettro autistico. La stand up comedian ha dichiarato di aver voluto rappresentare il rapporto con la sorella, a cui è molto legata e di cui non si conoscono molte informazioni personali: "Volevo raccontare come ci si possa sentire inadeguati nei confronti della società", ha affermato Michela Giraud. Nel film, ad esempio, le amiche di Flaminia sono una metafora di quanta cattiveria possa emergere nelle relazioni. "Ho combattuto per lei. Siamo cresciute in un ambiente dove non c’era tutela del diverso", ha aggiunto Giraud.
Michela Giraud sulla sorella Cristina
Nelle svariate interviste realizzate per l'uscita del film, in sala a partire dall'11 aprile, Michela Giraud ha confessato di essersi anche vergognata della sorella quando era più piccola e di aver compreso solo più tardi che la sua diversità è in realtà una forza: "Le persone con diversità vengono rappresentate come dei personaggi per cui bisogna provare pena oppure come dei geni. Non possono essere soltanto persone? Da piccola ero in imbarazzo in alcune situazioni perché non riuscivo a gestirle. Era un misto tra rabbia e coraggio. Da adolescente mi vergognavo di Cristina, poi no: ora io sono molto orgogliosa di lei."
"Quando hai quattro anni e gli altri bambini ti dicono che non puoi giocare con loro perché tua sorella è così… La mia frase preferita era: perché non ve la prendete con me? Dentro però avevo il cuore a mille. Volevo arrabbiarmi ma non ero all’altezza, non avevo la forza per poter difendere mia sorella e me. Così succede da sempre. L’ho difesa a quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci… Trentasei anni" ha continuato Michela Giraud, spiegando come il suo intento con il film non sia cercare commiserazione ma semplicemente raccontare una storia, che è un po' anche la sua.
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