Pietro Parolin, da bambino senza padre a favorito per il soglio pontificio
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Un’infanzia segnata da un lutto improvviso: l'incidente che uccise il padre di Pietro Parolin
Nato nel 1955 a Schiavon, in Veneto, Pietro Parolin cresce in una famiglia semplice, figlio di un negoziante e di una maestra. La sua infanzia, serena e scandita dalla vita di provincia, viene sconvolta all’età di dieci anni, quando il padre muore in un incidente stradale. Un evento improvviso che lascia il piccolo Pietro senza la guida dei suoi primi anni di vita. Questo trauma profondo lo accompagnerà a lungo e influenzerà in modo decisivo la sua maturazione personale. Il lutto, però, non lo spezza. Anzi, lo mette davanti molto presto al dolore e al senso della perdita.
Ada, la donna che l’ha cresciuto
Dopo la tragedia, è Ada Miotti, la madre, a prendere in mano la famiglia. Insegnante, forte, concreta, si ritrova sola con tre figli da crescere. La figura della madre diventa il punto fermo di una vita familiare che continua nonostante tutto.
La vocazione precoce
A 14 anni, Pietro prende una decisione che sorprende i suoi coetanei: entra in seminario. Una scelta precoce, ma maturata con consapevolezza. La fede è già un elemento fondamentale nella sua vita quotidiana. In seminario, a Vicenza, inizia un cammino che lo porterà a diventare sacerdote. Questa sua attitudine tanti anni dopo lo renderà uno dei diplomatici più rispettati della Santa Sede, affonda le radici in quei primi anni di formazione.
La strada verso il Vaticano
Dopo l’ordinazione, Pietro Parolin prosegue i suoi studi alla Pontificia Università Gregoriana, dove si specializza in diritto canonico. È qui che prende forma la sua carriera nella diplomazia vaticana. Le sue prime missioni lo portano in Nigeria e poi in Messico, dove impara a muoversi in contesti difficili, segnati da instabilità politica e tensioni religiose. Ma è nel 2009, sotto Benedetto XVI, che arriva un incarico delicatissimo: Parolin viene nominato nunzio apostolico in Venezuela, in un periodo turbolento per il Paese. La sua gestione attenta e misurata gli vale la stima di molti. Nel 2013, Papa Francesco lo chiama a Roma e lo nomina Segretario di Stato. È un incarico di grande responsabilità che Parolin ricopre per oltre undici anni, segnando in profondità il pontificato di Francesco. Dalla riconciliazione con la Cina agli appelli per la pace in Ucraina, passando per le riforme della Curia.
Un favorito al Conclave: Pietro Parolin sarà il nuovo Papa?
Il nome di Pietro Parolin è ormai uno dei più citati in vista del Conclave del 2025. La sua lunga esperienza ai vertici del Vaticano, la profonda conoscenza degli equilibri interni e il profilo internazionale ne fanno un candidato credibile e autorevole. In molti ritengono che, in caso di un’elezione rapida, la sua figura possa emergere per autorevolezza e continuità. Ma come sempre accade in Conclave, nulla è scontato. Il gioco delle alleanze, le correnti interne e la durata delle votazioni possono modificare scenari anche molto velocemente. Se i giorni si allungano, potrebbero affermarsi candidati meno esposti mediaticamente, forse più giovani o provenienti da aree geografiche oggi più strategiche per la Chiesa.
Il destino, però, si deciderà solo nella Cappella Sistina. Là dove, da secoli, la storia prende vie imprevedibili.
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