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Ermal Meta su come la sua compagna ha salvato la loro figlia: quale grave problema ha avuto Chiara Sturdà in gravidanza?

Ermal Meta a "Verissimo" racconta della paternità e della difficile gravidanza della compagna Chiara Sturdà. 

Ermal Meta, ospite a Verissimo il 19 gennaio, ha condiviso dettagli toccanti sulla nascita della sua prima figlia, Fortuna Marie, avuta con la compagna Chiara Sturdà.

Ermal Meta il celebre cantautore italiano è stato ospite a Verissimo nella puntata di domenica 19 gennaio e, ai microfoni di Silvia Toffanin, ha condiviso momenti intimi e commoventi della sua vita personale. Durante l'intervista, ha parlato della sua compagna, Chiara Sturdà, e delle difficoltà affrontate durante la gravidanza della loro prima figlia, Fortuna Marie. Il cantante ha raccontato con emozione come Chiara sia stata fondamentale nel riconoscere tempestivamente un problema grave, salvando così la loro bambina. Ermal Meta ha, poi, descritto la paternità come un'esperienza trasformativa, dichiarando il suo profondo amore e gratitudine verso Chiara per il suo coraggio e la sua determinazione.

Ermal Meta e la nascita della figlia Fortuna Marie: "Il parto è stato pericoloso, ma lei mi ha stravolto la vita"

Ermal Meta racconta la paternità Verissimo

Ermal Meta ha condiviso con Silvia Toffanin le emozioni legate alla nascita della sua prima figlia, Fortuna Marie, avuta con la compagna Chiara Sturdà. Il cantautore ha raccontato come la paternità abbia trasformato la sua vita, sottolineando il coraggio e la determinazione di Chiara durante tutto il percorso della gravidanza. Il cantante ha descritto la nascita della sua primogenita come un'esperienza che lo ha profondamente cambiato, esprimendo un amore incondizionato per la sua compagna e la loro bambina. "Con mia figlia sono rinato. Quando l’ho presa in braccio per la prima volta piangeva tantissimo, ho cominciato a cantarle una canzone, così ha smesso di piangere lei e ho iniziato io”.

La nascita di Fortuna Marie e il problema in gravidanza

Durante l'intervista, Ermal Meta ha raccontato con emozione la nascita della sua prima figlia, Fortuna Marie, avuta dalla compagna Chiara Sturdà. La gravidanza è stata particolarmente difficile e ha comportato una serie di complicazioni, ha spiegato che, grazie all'intervento tempestivo e al coraggio di Chiara, è stato possibile individuare un grave problema che ha messo a rischio la salute della bambina. Nonostante le difficoltà, Fortuna Marie è nata sana e, a distanza di ore, il neo papà ha avuto la possibilità di prenderla in braccio per la prima volta, un momento che lo ha profondamente commosso.

Che problema ha avuto Chiara Sturdà in gravidanza?

Durante la gravidanza di Chiara Sturdà, la compagna di Ermal Meta, ci sono stati seri problemi di salute che hanno messo a rischio la vita della loro figlia, Fortuna Marie. Ermal ha raccontato che il problema si è manifestato in modo grave e improvviso, e che è stato grazie alla prontezza e alla vigilanza di Chiara che la situazione è stata gestita con tempestività. La sua attenzione ha permesso di individuare subito la complicazione, che avrebbe potuto causare danni significativi se non trattata prontamente.

Il cantante ha definito Chiara un'"eroina" per aver salvato la loro bambina. Questo intervento tempestivo è stato fondamentale, e il parto è avvenuto con successo, con Fortuna Marie che è nata sana. Queste le sue parole: “Ha avuto una gravidanza difficile, lei non dorme praticamente da un anno. Ha salvato lei questa bambina” E ancora: “È proprio perché non dormiva mai che è stata in grado di capire che c’era un problema, altrimenti non se ne sarebbe accorta. È stata un’eroina”.

Chi è Chiara Sturdà, la compagna di Ermal Meta?

Chiara Sturdà è una persona relativamente riservata rispetto alla sua vita privata. Si sa che Chiara è una professionista, nello specifico è una marketing manager e agente sportiva nata a Milano il 16 ottobre 1990. Dopo essersi laureata in Economia e gestione aziendale, ha iniziato la sua carriera come commentatrice sportiva a Bergamo TV. In seguito, ha deciso di concentrarsi sul mondo del calcio, lavorando come agente e manager nel settore del marketing. Fornisce consulenza legale ad atleti di alto livello, collaborando con calciatori e calciatrici professionisti. Appassionata di pallavolo, è una persona molto discreta, che preferisce mantenere un profilo basso e vivere lontano dalle luci dei riflettori.

La storia di Ermal Meta: dalla fuga dall'Albania all'arrivo in Italia

Ermal Meta ha raccontato la sua vita e le esperienze che l’hanno segnato nel podcast One More Time (OnePodcast), intervistato da Luca Casadei, il 17 gennaio. Ha parlato della sua infanzia in Albania, durante il regime dittatoriale, un periodo caratterizzato dalla difficoltà di vivere sotto un regime repressivo. Ha ricordato che in quegli anni era considerato un reato guardare la televisione italiana, e che c’erano casi di persone imprigionate, come un cantante che fu condannato a vent’anni di carcere per aver cantato una canzone che celebrava la libertà. La sua infanzia fu segnata anche da un rapporto difficile con un padre assente e violento, e dalla fuga in Italia con la madre e i fratelli.

“Nasco a Fier, una città che si trova in Albania (…) Naturalmente si trattava di una società fortemente condizionata (…) Era un reato guardare la televisione italiana. Il maggior rischio era il rapimento di bambini e donne. Ne vedevamo tanti di casi. Questo porta mia madre a prendere questa decisione: 'ok, bisogna andare via'”.

Ha raccontato il coraggio della madre, che fu avvertita da un uomo che le consigliò di fuggire, temendo che la sua famiglia fosse in pericolo. Con l’aiuto di documenti falsi, la madre riuscì a portare i figli fuori dall’Albania. Un episodio che il cantante ha definito un miracolo, raccontando di come la madre abbia salvato la loro vita grazie alla sua determinazione e al coraggio di affrontare l’imprevisto. Ricordando il suo arrivo in Italia, ha raccontato della notte in cui arrivò a Brindisi, insieme al fratello. Era la notte in cui, per l’ultima volta, dormì insieme a lui. Quella notte segnò un addio emotivo alla sua infanzia, perché da quel momento non avrebbero più dormito nello stesso letto.

Ermal Meta sulla composizione di Vietato Morire

Un altro momento di grande intensità è stato il processo creativo dietro la sua canzone Vietato morire. Scritta nel 2016, il brano è un’espressione di sofferenza e speranza. Ermal ha raccontato di come, durante la registrazione, non riuscisse a cantarla senza commuoversi, tanto che la sua voce in quella traccia risulta emotivamente intensa. 
“Nel 2016 scrivo: Vietato morire. Una notte ero in studio (…) ho scritto il testo così com’è, tutto d’un fiato. Arrivavo al ritornello e mi fermavo perché mi veniva da piangere. Non riuscivo a cantarla, sono stato malissimo. Se uno ascolta solo la voce, si sente che sto piangendo. È molto mascherato, perché ho un po’ distorto quella parte per non farla sentire. Poi ho provato a registrare di nuovo quella voce, tante volte, ma non sono mai riuscito a farla come la prima volta e quindi ho tenuto quella registrazione".

Infine, ha raccontato del parto che ha descritto come molto difficile e rischioso, un'esperienza che gli ha fatto capire che molte delle sue preoccupazioni precedenti non avevano reale importanza, ma erano solo "punteggiatura" nella sua vita. “Il momento del parto è stato molto complicato e pericoloso per entrambe. Nessuno ti prepara a quello che vedrai. Quando me la sono trovata davanti ho capito che il 99% dei miei problemi non esistono veramente, è solo punteggiatura. Mi ha stravolto completamente l’esistenza”.

Ermal Meta e la compagna Chiara Sturdà: che problema ha avuto in gravidanza e come ha salvato la figlia Fortuna Marie. 

Ermal Meta: la carriera come cantautore

Ermal Meta è un cantautore e musicista albanese-italiano. La sua carriera musicale inizia negli anni 2000, quando si unisce al gruppo musicale La Fame di Camilla come chitarrista e cantante. Con il gruppo, ha pubblicato diversi album, ma è con la carriera solista che raggiunge la notorietà. Nel 2016 pubblica il suo primo album da solista, Umano, che ottiene un buon successo e lo lancia nel panorama musicale, tanto che il suo talento emerge in modo prepotente proprio grazie alle sue canzoni dall'intensa carica emotiva e testi profondi.

Nel 2017, partecipa al Festival di Sanremo con il brano Vietato morire, che ottiene un enorme successo, vincendo il premio della critica e portando la sua carriera verso nuove vette. Il suo secondo album, Non abbiam bisogno di parole (2017), consolida il suo status di uno degli artisti più apprezzati della scena musicale. Nel 2020 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano Un milione di cose da dirti, con cui ottiene un buon successo.