true crime 2 minuti di lettura

Si torna a parlare di Garlasco: perquisizioni dai familiari di Sempio, indagini all'ex-procuratore e nuova pista al Santuario

Svolta clamorosa a Garlasco: perquisizioni a casa della famiglia Sempio, indagato l’ex procuratore 

Svolta nel caso Garlasco: perquisizioni nelle case dei Sempio e indagini su un ex procuratore. Un appunto segreto riaccende i sospetti.

Il delitto di Garlasco torna prepotentemente al centro delle cronache. All’alba sono scattate perquisizioni nelle abitazioni dei familiari di Andrea Sempio, dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti e di due ex carabinieri. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Brescia, ipotizza corruzione in atti giudiziari: sotto la lente la decisione di archiviare nel 2017 l’indagine su Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, la ventiseienne uccisa il 13 agosto 2007. A riaccendere i sospetti, un appunto scritto a mano con riferimenti a soldi e all’archiviazione.

Aperto l'incidente probatorio per Sempio dopo le nuove indagini sull'omicidio Poggi

Le nuove perquisizioni del caso Chiara Poggi: chi sono i coinvolti nel caso Garlasco

Dall’alba Carabinieri e Guardia di Finanza hanno bussato alle porte degli zii e dei genitori di Andrea Sempio, di Mario Venditti, ex procuratore di Pavia, e di due ex carabinieri che all’epoca lavoravano sul caso. Le perquisizioni mirano a trovare elementi che possano confermare l’ipotesi di un flusso di denaro legato alla gestione delle indagini.

L’ex procuratore Venditti indagato per corruzione

Il nome che scuote di più è quello di Mario Venditti, oggi indagato per corruzione in atti giudiziari. È lui che nel 2017 firmò l’archiviazione per Andrea Sempio, ritenendo insufficienti gli elementi per proseguire. Oggi la Procura di Brescia vuole verificare se dietro quella decisione ci sia stata una pressione indebita o addirittura un accordo.

L’appunto sospetto trovato in casa Sempio

Al centro del nuovo filone c’è un dettaglio che ha acceso i sospetti: un appunto a penna ritrovato in un bloc notes, attribuito a Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Le parole scritte sarebbero: “Venditti/gip archivia x 20-30 euro” con una data, febbraio 2016. Una nota che solleva dubbi enormi, anche se la data non coincide con l’anno dell’archiviazione (2017). Si tratta di un promemoria banale o di una traccia di qualcosa di molto più grave?

Si torna a parlare di Garlasco: perquisizioni dai familiari di Sempio, indagini all'ex-procuratore e nuova pista al Santuario 

Le nuove teorie e i fronti aperti: Massimo Lovati e la pista del santuario della Bozzola

Il caso Garlasco non si gioca solo nelle aule giudiziarie ma anche sul fronte mediatico. A Mattino Cinque, l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Sempio, ha ribadito la sua convinzione: Chiara Poggi sarebbe stata vittima di un sicario legato alla criminalità organizzata internazionale. Un elemento che si intreccia con le ricerche online di Chiara Poggi, rinvenute dagli inquirenti nella cronologia del suo computer. Come ha raccontato la scrittrice Elisabetta Cametti, la ventiseienne aveva effettuato in maniera “compulsiva, determinata” una serie di ricerche tra giugno e agosto 2007, poche settimane prima di morire. “L’8 giugno lei scarica tre file su un’inchiesta sulla pedofilia e sempre quella sera scarica più tardi dei file sull’anoressia. Il 12 giugno, importantissimo, lei scarica un file dove parla di ‘abusati’, quindi ragazzi, maschi e femmine, minorenni abusati dal mondo clericale, ma non solo. E poi è stato trovato un file rovinato scaricato dal sito denunce.com. Forse voleva denunciare qualcuno”.

Le polemiche sui tabulati mai analizzati di Marco Poggi

A rendere ancora più incandescente il dibattito sono le rivelazioni televisive. Massimo Giletti, nella prima puntata de Lo Stato delle Cose, ha mostrato un documento dei Carabinieri di Milano del 2020 in cui si segnalavano incongruenze sui tabulati telefonici di Marco Poggi, fratello di Chiara. Quei tabulati non sarebbero mai stati verificati a fondo. Per Giletti, si tratta di un’omissione “vergognosa” che lascia spazio a dubbi irrisolti. 

A 18 anni dall’omicidio, il caso di Chiara Poggi continua a riaprire ferite e sospetti: siamo sempre più vicini o sempre più lontani dalla verità?