Se il caro affitti per le donne è (decisamente) più caro
Il caro affitti e le donne: a parte i meme sulle stanze di sette metri quadri (e in periferia) che costano 7mila euro al mese, la questione è seria.
Se sei donna lo è di più.
Venezia perde mediamente 2,23 abitanti al giorno. L'Università di Padova lancia il messaggio in modo chiaro dal blog del suo sito web. Che in Italia il prezzo degli affitti sia aumentato in modo esponenziale ce lo dice l’Istat (che registra un +12% della spesa per la casa in affitto negli ultimi 12 anni) e un incremento di quasi il 40 per cento dal gennaio 2016 a oggi.
vuoi andare a vivere da sola? non puoi
Nelle grandi città di tutta Italia come Milano, Roma o Firenze un mese di affitto costa anche più del 40 per cento di uno stipendio medio: una percentuiale che non si era mai vista e che oggi è causata da due fattori principali, anzi tre. Il primo: gli italiani e le italiane continuano a comprare casa, (chi può: l’aumento dei tassi d’interesse dei mutui rende l’acquisto difficile) quindi sottraggono immobili al mercato degli affitti a lungo termine. Il secondo: il boom turistico (meraviglioso) implica un aumento esponenziale anche di Airbnb e case vacanze che però non è sotto alcun controllo, per ora. Chiunque possegga o abbia in affitto una casa in zone interessanti per il turismo ne approfitta e guadagna molto, ma molto di più affittandole per brevissimi periodi. Il terzo: gli stipendi in Italia sono rimasti pressoché invariati dagli anni Novanta. E questo a fronte dell'aumento, invece, del costo di praticamente ogni cosa. Dalla frutta al canone di affitto.
Nel 2017 gli host di Airbnb che pubblicavano annunci per soggiorni brevi in Italia erano circa 83mila. Secondo le ultime fonti ufficiali del 2022, sulla piattaforma gli host italiani sono oltre 150mila, ossia il doppio.
le donne e il caro affitti
Per quanto tutte e tutti subiscano l'impatto del caro affitti, questo è maggiore sulle donne. Ogni anno il World Economic Forum pubblica l'indice del divario di genere globale nell’economia mondiale che misura, annualmente, lo stato e l’evoluzione della parità di genere in quattro dimensioni chiave (partecipazione e opportunità economiche, livello di istruzione, salute e sopravvivenza ed emancipazione politica). Il Report 2023 registra che in Italia la stima della differenza di reddito guadagnato tra uomini e donne è del 24 per cento. In favore degli uomini che quindi, stando al report, guadagnano decisamente di più.
L'economista, direttrice della School of Gender Economics della Sapienza e docente di Economia politica, Azzurra Rinaldi (autrice di Le signore non parlano di sodli) sottolinea che "la differenza di redditto si somma a un hummus culturale: secondo uno studio di Almalaurea le donne in Italia, in particolare quelle del Sud, rimandano la loro indipendenza abitativa". E la cultura secondo cui non è indispensabile né urgente per una donna economicamente autonoma andare a vivere da sola, "si mescola a un quadro in cui la differenza di reddito incide, ovviamente, sulla capacità di acquisto e sulla capacità di sostenere il canone di affitto". Da una parte le donne sono culturalmente meno inclini a uscire dalla casa di famiglia, dall'altra anche volendo non possono - spesso - permetterselo.
Secondo l'economista "Sarebbe giusto proteggere le categorie più fragili (che non sono le famiglie) ma le persone single che, se donne, o giovani donne, sono costrette a convivenze pur desiderando l'indipendenza". Non parliamo necessariamente di partner violenti: a volte anche delle fantastiche coinquiline o dei simpatici coinquilini sono il compromesso necessario a cui si scende malvolentieri in cambio della libertà di cambiare città (e raggiungere il lavoro che si desidera fare) o per lasciare casa di mamma.
E in forza a quanto dice Rinaldi, anche secondo l'istituto di statistica dell'Unione Europea, Eurostat, la categoria più fragile in assoluto, quella cioè che viene colpita di più da eventi catastrofici o contingenze come quella del caro affitti, è quella delle donne che sono anche madri single. "Anche volendo attraversare la questione del caro affitti da una prospettiva di natalità - aggiunge Rinaldi - volendo spingere su uno dei temi cari al nostro Governo, cercherei di supportare le donne che vogliono uscire dalla casa della famiglia di origine e sostenere il loro processo di crescita. Anche perché gli utlimi dati Istat ci dicono che non è vero che le persone non vogliono figli ma rimandano la genitorialità per questioni di natura pratica ed econonomica".
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donne madri, donne con disabilità
La discriminazione di genere ha molte forme e molte variabili. In alcune donne si incrociano diverse linee di discriminazione: le Nazioni Unite precisano che le donne con disabilità sono più suscettibili alla violenza domestica e hanno meno probabilità di essere indipendenti dal punto di vista abitativo. Per realizzare il diritto a un alloggio adeguato per tutte le donne è necessario tenere conto di tutti i livelli di discriminazione e adottare misure concrete per affrontarli.
"Le donne hanno bisogno di essere messe in condizione di realizzare i proprio sogni, i proprio desideri, comprese le proprie competenze", così Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale Istat, sottolinea l'importanza dell'empowerment femminile
Le Linee guida delle Nazioni Unite per l’attuazione del diritto a un alloggio adeguato (2020) per esempio sollecitano gli Stati a riconoscere il diritto indipendente delle donne alla sicurezza del possesso, indipendentemente dal loro status familiare o relazionale, a garantire parità di accesso al credito, ai mutui, alla proprietà della casa e agli alloggi in affitto, anche attraverso sussidi, a garantire in situazioni di violenza domestica l’accesso immediato a rifugi di emergenza e attraverso la legislazione che, indipendentemente dal fatto che una donna abbia titolo, proprietà formale o diritti di locazione, possa rimanere nella propria casa, ove appropriato, e far allontanare l’autore del reato.
Infine a garantire il diritto delle donne a partecipare a tutti gli aspetti delle politiche relative all’edilizia abitativa, compresa la progettazione e la costruzione degli alloggi, lo sviluppo e la pianificazione della comunità, i trasporti e le infrastrutture.
in Italia si potrebbe "morire" di solo turismo
Il turismo in Italia è uno dei più funzionanti motori dell'economia. Negli anni pre covid il settore turistico da solo, in Italia, valeva 6 punti del Prodotto interno lordo. E per quanto faccia bene al nostro Paese investire nel settore, questo significa inevitabilmente la perdita di milioni di immobili. Sempre l'Università di Padova ci fa sapere che proprio nell'ottica di limitare l'impatto di affitti a breve termine - e sostenere la residenzialità in centro - Venezia ha imposto che gli appartamenti possono essere affittati ai turisti non più di 120-180 giorni all’anno. Ma basterà? Sospettiamo di no.