Benedetta Porcaroli racconta le sue ansie: “È da più di dieci anni che sono in terapia”
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Benedetta Porcaroli, una delle attrici più richieste del grande schermo italiano dopo le sue performance in Perfetti sconosciuti (Paolo Genovese) e 18 regali (Francesco Amato) – da poco tornata al cinema nell’ultima pellicola di Pietro Castellitto, Enea – compie un piccolo passo in avanti, uscendo dall’ombra verso i riflettori. La giovane venticinquenne, solitamente molto riservata, ha infatti rivelato le sue ansie e la sua storia con la terapia, oltre a qualche pettegolezzo sulla sua storia d’amore con Riccardo Scamarcio, attore a sua volta, con il quale la ragazza aveva recitato in L’ombra del giorno.
Benedetta Porcaroli e l’amore con Riccardo Scamarcio
Volto di numerose serie Rai da poco debuttato anche su Netflix con Baby, Benedetta Porcaroli è ormai divenuta una delle più conosciute attrici italiane, nota al pubblico anche a causa del lungo tira e molla con Riccardo Scamarcio, conosciuto sul set de La scuola cattolica (ma con cui la scintilla è scattata nel 2021, grazie al film storico L’ombra del giorno, ambientato durante il ventennio fascista). Nessuna dichiarazione ufficiale sul rapporto tra i due, prima di oggi, solo foto rivelatorie dei paparazzi; la coppia aveva affrontato un momento di crisi lo scorso anno, durante il quale Riccardo si sarebbe riavvicinato all’ex Angharad Wood, ma ora è tornata insieme. Questa volta non hanno alcuna remora a rivelarsi: “L'amore è amore, tutto bene,” ha confermato Benedetta, anche se su impegni più importanti come nozze e figli rimane ferma: “Per adesso no”.
Angosce e pregiudizi: le ombre del giorno di oggi
La giovane attrice ha scelto di condividere con i fan anche questioni più private, come i pensieri che la angosciano di più al giorno d’oggi e le difficoltà incontrate durante la sua carriera nel settore: sente di essere stata indubbiamente oggetto di una serie di pregiudizi, anche se conferma di non darvi troppo peso: “Sono una bella ragazza. Ogni tanto l'atteggiamento di sufficienza tipo ‘vediamo questa che sa fare’ lo percepisco.” D’altronde, con il passare degli anni, ha anche sviluppato un certo fiuto per la scelta dei progetti cinematografici in cui avventurarsi e per quali, invece, sarebbe preferibile evitare: "Alcuni magari sono anche scritti bene, ma se non servono al mio percorso che li faccio a fare? Certo, con il collasso generale degli intellettuali, nell'era degli iPhone trovare cose belle da raccontare è difficile. Sembriamo tutti un po' sedati. Sempre più distratti e meno empatici, che per il cinema è la fine. Auguriamoci che passi". A preoccuparla anche lo stato attuale delle cose, in particolare i conflitti in corso, l’epidemia di solitudine e di violenza che sta pervadendo il mondo: “Se non cambiamo sul serio, viene giù tutto.” In particolare, a generare alienazione e barriere, per lei, sono stati i telefoni: “Se fosse davvero la soluzione, comincerei buttandoli, che ci hanno avvelenati. L'iperconnessione ormai è una follia di massa.”
10 anni: la terapia come strumento per entrare in contatto con sé stessi
Non è serena, dunque, Benedetta, ma “ci prova”: “Mi piacerebbe non avere l'ansia (mentre voglio inquietudine e malinconia, che mi fanno crescere). Solo che di questi tempi tutto quello che abbiamo intorno ci parla di ansia". La giovane attrice ha continuato il discorso, rivelando che in realtà ha intrapreso un percorso psicologico con un’analista ormai più di dieci anni fa. Il lavoro da fare è lungo, anzi, potenzialmente infinito. Perché c’è andata e ci va ancora? Per essere più in contatto con sé stessa: “Visto che sono una che cerca sempre di sfuggire, l’analisi mi tiene concentrata su me stessa. Non ho ancora finito di imparare.” Da adolescente, in particolare, ne sentiva il bisogno perché si sentiva un po’ “un cane senza collare”, ovvero qualcuno che si buttava in situazioni spericolate così per il brivido di farlo. Ma da allora, è passato del tempo ed oggi la giovane promessa del cinema non scappa più.
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