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Le bambole gonfiabili si trasformano in robot realistici e noi ci sentiamo confuse

Sergi Santos, un ingegnere catalano, ha progettato e realizzato delle bambole gonfiabili intelligenti che rispondono agli stimoli, anche sessuali.

Samantha: questo è il nome che l'ingegnere Sergi Santos ha dato alla sua creazione: un robot donna dall'aspetto prorompente e sexy, capace di interagire con il "partner" e rispondere ai suoi stimoli. Samantha è una vera e propria sex-doll, un'evoluzione ingegneristica di quelle che un tempo erano chiamate bambole gonfiabili e che, alla vista, sono sempre sembrate l'incrocio perfetto tra un gioco erotico e un film dell'orrore.

La bambola robot Samantha è dotata di un set di sensori vocali e tattili, un microfono, un processore interno e un minimo di intelligenza artificiale. Questo apparato simil-genetico le permette di rispondere agli stimoli sia fisici che vocali e, attenzione, anche di raggiungere l'orgasmo. Credete sia capace anche di fare queste posizioni?

5 posizioni per raggiungere l'orgasmo femminile

Parliamo della bambola più evoluta della sua categoria, e di questo non abbiamo dubbi. L'idea di Santos nasce anche con la speranza di riuscire a ridurre la tratta di schiave sessuali che affligge molte donne tutt'oggi, ma non siamo certi che questo sia sufficiente, e attualmente non ci sono dati scientifici a supporto.

Samantha ha un corpo perfetto, un seno invidiabile e un sedere impeccabile. È paziente, silenziosa, non ha sicuramente il ciclo mestruale ed è personalizzabile, per rispondere al meglio alle richieste dei clienti.
Guardatela qui:

Ha un costo che varia dai 2000 dollari agli 8000, ma pare che Santos abbia trovato nel 26enne Liu Tan, imprenditore cinese appassionato di sex-robot, il finanziatore perfetto che ne ridurrà i costi. E attenzione, ad oggi disponibile anche nella versione maschile!

Tutto perfetto, vero? Eppure ci sembra che ci stia sfuggendo qualcosa, quel qualcosa che ha a che fare con valori, sentimenti, profumi, passioni, delusioni, dolori. Oppure qualcosa che ha a che fare con gli sforzi che noi tutte, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare per combattere gli stereotipi sul corpo delle donne e il modo bigotto e maschilista con cui viene visto.
Insomma, forse non riusciamo a seguire i progressi della scienza, ma siamo più predisposte a credere che gli unici sex robot che faremo entrare nel nostro letto, al massimo, sono questi: