Bambina chiama i soccorsi e salva la mamma dalla violenza domestica del padre
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Come è tristemente comune all’interno di molte storie di violenza domestica, l’aggressione fisica di cui la bambina di 10 anni coinvolta e il fratello, sempre minore, sono stati testimoni, potrebbe essere stato l’ennesimo fatto violento tra le mura della loro casa. La scintilla che quel giorno ha scatenato il fuoco sembra stata accesa da ragioni sentimentali, di cuore. Ragioni che, all'interno dell'animo di un uomo possessivo e geloso, si trasformano spesso in una violenza di genere che ancora oggi è difficile da debellare. Qui per scoprire cos’è successo, alcuni numeri sullo stato delle cose in merito alla violenza domestica in Italia e cosa accade ai figli quando vittime di questi eventi.
La tragedia famigliare
I poliziotti del commissariato di Anzio, comune del litorale romano, sono riusciti a intervenire in tempi rapidi ed efficienti sull’aggressione di un marito contro la propria moglie grazie all’aiuto della giovanissima bimba dei due. La figlia, di soli 10 anni, davanti alla violenza che la madre stava subendo, ha chiamato subito il Numero di Emergenza Unico 112. Appena giunti all’abitazione, i poliziotti hanno trovato l’uomo, 44enne, la moglie con il corpo e il viso coperto di lividi e i due figli, testimoni oculari di tutto e, probabilmente, di tanti altri episodi di violenza. Ma questa volta è stato diverso, perché di fronte alle minacce di morte lanciate dal padre verso la mamma, la bambina si è decisa ad allertare le autorità competenti, che hanno messo in salvo i due minorenni e la madre. Ora, il padre è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia.
I dati estivi sulla violenza domestica in Italia
La sensazione che questa estate sia stata dolorosamente punteggiata di episodi di violenza di genere non è solamente una percezione: è un dato di fatto. La presidente dell’associazione Telefono Rosa, Gabriella Carnieri Moscatelli, ha riferito che “nel periodo estivo si creano le condizioni per l’aumento di casi di violenza sulle donne”, e lo confermano i dati dell’associazione.
Sono state, infatti, 1820 le chiamate ricevute da donne in difficoltà dall’inizio del 2022, 746 delle quali relative a casi di violenza di genere: di tutte queste, il 25% sono state effettuate nei mesi di giugno, luglio e agosto. Uno dei motivi per cui ciò avviene rivela un parallelismo con quanto accaduto, per quanto concerne la violenza domestica, durante il periodo del lockdown: nella stagione estiva, infatti, è più probabile che la vittima e il maltrattante passino più tempo insieme, condividendo gli stessi spazi. Un fattore che crea ulteriori ostacoli anche alla sola richiesta di aiuto da parte della donna.
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Le conseguenze sui minori
Quando parliamo di violenza domestica, intendiamo l’insieme di atteggiamenti violenti che implicano abuso psicologico, fisico e sessuale esercitati contro una persona all’interno del nucleo familiare. Nonostante in questo caso non si possa parlare di vera e propria violenza vicaria (ossia quella esercitata da un genitore contro i figli stessi per disturbare e danneggiare l’altro genitore), è pur vero che quando la violenza viene perpetrata tra i due genitori, a rimetterci sono anche, inevitabilmente, i figli. L’Organizzazione internazionale Save the Children, nel 2018, ha stimato che solo in Italia, nei precedenti 5 anni, erano stati 427mila i minori testimoni di violenza domestica all’interno della propria casa e contro la madre. Il fenomeno che vede i figli come partecipanti oculari degli abusi subiti in famiglia viene definito come violenza assistita intrafamiliare, ed è in cima agli eventi dell’infanzia che possono severamente impattare lo sviluppo fisico, cognitivo e comportamentale del minore.
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