Con la manovra economica si dirà (forse) addio all'Iva al 5% per tampon tax e prodotti per l'infanzia
Condividi su
Le sugar e plastic tax sono entrate nella manovra economica del 2020, ma di fatto non sono mai entrate in vigore e sono state rinviate a luglio 2024. È solo parte della polemica scaturita a seguito della bozza della nuova manovra economica, dove al posto di zucchero e plastica aumenteranno la tampon tax e l’Iva sui prodotti per l’infanzia, dal latte in polvere ai preparati alimentari.
Aumento tampon tax: la bozza della manovra economica
La bozza della nuova manovra economica elaborata dal governo Meloni prevede una serie di aumenti e rincari su diversi prodotti. Tra questi, hanno fatto scatenare un’accesa polemica l’aumento della tampon tax – la tassa sui prodotti per l’igiene femminile come tamponi, assorbenti e coppette mestruali – e del costo dei prodotti per l’infanzia, compresi latte in polvere e preparati alimentari.
A partire dallo scorso anno, lo stesso governo Meloni aveva ridotto l’Iva su questi prodotti al 5% e ora è pronto a farla tornare al 10%. Si tratta di un aumento notevole, che si va a sommare alle già ingenti spese che donne e mamme devono affrontare annualmente.
Nonostante, come ha fatto notare il Codacons, la diminuzione dell’Iva al 5% non aveva prodotto un grande risparmio per consumatori anche a causa del mancato controllo dei prezzi da parte del Governo, ciò che ha fatto scattare le critiche è stato l’aumento di prodotti che, in molti Paesi del mondo, non sono invece tassati o addirittura considerati beni di prima necessità.
Aumento tampon tax: il costo degli assorbenti annuo
La scelta di tornare indietro sulle scelte economiche e aumentare tampon tax e prodotti per l’infanzia è dovuta all’inflazione e all’aumento dei costi. Tuttavia, moltissime tra le utenti e le donne che hanno protestato contro questa scelta sottolineano anche la necessità di arginare la period poverty.
La povertà mestruale è un tema attuale che riguarda milioni di donne per cui il costo degli assorbenti è diventato troppo caro e, semplicemente, non possono permetterseli.
L'Association of Reproductive Health ha calcolato che le donne in media hanno le mestruazioni per 40 anni per 4,5 giorni al mese, cioè 2.160 giorni di ciclo in totale. Contando cinque assorbenti al giorno, i prodotti usati diventano 10.800 per tutto il periodo fertile e, se un pacchetto da 11 assorbenti costa 3,79 euro, la spesa diventa di 93 euro l'anno e 3700 in tutta la vita. Si tratta di un calcolo che varia di pari passo con l’Iva, motivo per cui l’aumento della tampon tax rappresenta un problema non da poco.
Tampon tax: le misure adottato nel mondo
Come finora in Italia, in Europa mantengono una tassazione tra il 5 e il 7% Paesi come Francia, Belgio, Olanda e Portogallo, mentre Polonia, Estonia, Slovenia, Slovacchia, Austria e Spagna sono più vicine al 10%. Superano il 10% solo Svezia e Danimarca.
Ma sono tanti i Paesi che hanno deciso di ridurre la tassazione, come la Germania lo scorso anno, e chi invece l’ha eliminata del tutto, come il Regno Unito e la Scozia. Quest’ultima ha scelto anche di rendere gli assorbenti gratuiti nelle scuole e negli edifici pubblici.
La tassazione è stata eliminata anche in Canada nel 2015, mentre Australia e Nuova Zelanda hanno deciso di combattere attivamente la period poverty diminuendo drasticamente la tassazione facendo diventare tamponi e assorbenti beni di prima necessità.
Condividi su