Il nuovo strumento in sostituzione del Reddito di Cittadinanza 2 minuti di lettura

Assegno di Inclusione: l’apertura delle domande è anticipata a dicembre

L'assegno di inclusione è previsto per le famiglie con a carico disabili o persone in condizioni di svantaggio 

Le novità di dicembre e tutto ciò da sapere sull’ADI (assegno di inclusione), il nuovo sussidio per le fasce più povere: a chi è destinato, come accedervi, in cosa consiste. 

Novità per l’ADI, apertura richieste stabilità per dicembre 

La dichiarazione a Repubblica del direttore generare dell’Inps, Vincenzo Caridi, annuncia l’apertura a metà dicembre per le domande relative all’ADI, l’assegno di inclusione, ovvero il nuovo strumento di lotta alla povertà introdotto dal governo come misura di sostegno economico ed inclusione sociale e professionale in sostituzione al RDC, il reddito di cittadinanza. Programmato per partire nel gennaio 2024, è stata confermata la possibilità di avanzare le richieste con un mese di anticipo. 

Il direttore generare dell’Inps, Vincenzo Caridi, conferma l'apertura anticipata al 18 dicembre. 

Assegno d’inclusione, di cosa si tratta 

La manovra prevede un nuovo tipo di aiuto economico unito ad un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione, tanto nella sfera sociale che in quella lavorativa, per famiglie in condizione di disagio. Ma esattamente, a chi spetta? 

Chi potrà accedere all’assegno 

L’indennità è dedicata ai nuclei familiari con un basso reddito che includono minori, over 60, disabili o persone in condizioni di svantaggio inserite in programmi di assistenza erogati dai servizi sanitari o altresì certificati dalla pubblica amministrazione. Con ‘basso reddito’ si intende un ISEE minore di 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 all’anno, moltiplicati per la scala di equivalenza (vedi sotto). I richiedenti devono inoltre essere cittadini UE, o familiari di un cittadino UE, o dotati di un permesso di soggiorno a lungo termine; inoltre devono risiedere stabilmente in Italia da almeno cinque anni e continuativamente almeno da due. 

Specifiche sul lavoro dei componenti 

In caso di inizio di lavoro dipendente per un precedente disoccupato, la sua retribuzione non verrà considerata all’interno del reddito purché minore di 3.000 euro lordi l’anno. Invece non avrà diritto all’assegno la famiglia in cui un componente abbia dato dimissioni volontariamente entro l’anno precedente. 

In cosa consiste 

L’ADI è un’integrazione al reddito familiare fino a 6.000 euro per dodici mesi, dipendente dalla composizione del nucleo richiedente, e fino a 3.360 per necessità di pagamento affitti. Verrà erogato continuativamente fino a 18 mesi, ma sarà possibile rinnovarlo (con una sospensione di trenta giorni nel mezzo) per un ulteriore anno. Al mese sono 500 euro moltiplicati per la scala di equivalenza (per un massimo di 2,2 o, nel caso eccezionale di disabilità gravi, 2,3). 

I valori di quest’ultima sono questi: 

Come si ottiene 

Come prima cosa si avanza la propria domanda all’Inps, che confermerà l’idoneità attraverso la verifica dei requisiti. Questa procedura sarà quella, per l’appunto, avviata in via digitale sul sito, lunedì 18 dicembre. In secondo luogo, occorre l’iscrizione al Siisl, il Sistema informativo per l’inclusione sociale. Dopo 120 giorni dalla sottoscrizione del patto di attivazione, i beneficiari verranno convocati ad un appuntamento, che si ripeterà ogni tre mesi per l’aggiornamento della situazione; la mancata presenza provoca l’immediata sospensione dell’indennità. I componenti della famiglia agibili per il lavoro, tra i 18 e 59 anni, dovranno firmare il patto di servizio personalizzato nei centri per l’impiego; se rifiutassero un contratto a loro proposto, di nuovo, il sussidio verrà interrotto o revocato. 

L’ADI sarà erogato tramite una Carta di inclusione, emessa da Poste italiane, con un meccanismo di accredito e fruizione analogo a quello del reddito di cittadinanza. 

 

Idoneità e dati utili 

Nonostante il simile meccanismo di utilizzo, il diritto all’assegno non dipende dal RDC; che l’interessato abba usufruito o meno del reddito di cittadinanza, se rientra nelle nuove casistiche è eligibile per l’ADI. Al momento sembra che le famiglie comprendenti un minore si aggirino a 348.000, quelle con una persona disabile 215.800 ed infine i nuclei con componenti ultrasessantenni 341, 341.700. 

Le famiglie considerate in situazione di disagio hanno un ISEE minore di 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 all’anno 

Le necessità di un’apertura anticipata 

Vedendo queste cifre notevoli, diviene chiaro che l’anticipazione delle aperture al 18 dicembre abbia un duplice scopo: evitare che le famiglie perdano un’intera mensilità del sostegno, a gennaio, e per evitare un eccessivo traffico di richieste al Siisi, il classico sovraffollamento o blocco da ‘click day’, visto che le prime stime prevedono quasi 800.000 domande.