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Operava sul letto di casa con due cani in giro: arrestato il dottore responsabile della liposuzione che uccise Simonetta Kalfus

Sospeso dalla professione dopo la morte di Simonetta Kalfus dopo una liposuzione da lui fatta, il dottor Carlo Bravi è stato sorpreso a operare in una casa. Ecco le cose allucinanti che hanno scoperto.
di Maya Artusi Moro
Operava sul letto di casa con due cani in giro: arrestato il dottore responsabile della liposuzione che uccise Simonetta Kalfus
Operava sul letto di casa con due cani in giro: arrestato il dottore responsabile della liposuzione che uccise Simonetta Kalfus  (getty images)

Carlo Bravi, chirurgo 73enne già sospeso dalla professione e indagato per la morte di Simonetta Kalfus, è stato sorpreso dai Nas mentre effettuava un intervento in una camera da letto privata a Roma, tra scarpe, vestiti e animali domestici. Ora è ai domiciliari. E non è la prima volta che finisce al centro di un’inchiesta.

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Arrestato il medico indagato per la morte di Simonetta Kalfus: operava in una casa

Nonostante fosse stato sospeso dalla professione medica e indagato per la morte di Simonetta Kalfus, Carlo Bravi, 73 anni, è stato trovato in flagrante mentre praticava un intervento chirurgico in una camera da letto privata nel quartiere Quadraro, a Roma. A sorprenderlo, i carabinieri del Nas, che lo hanno arrestato e posto ai domiciliari.

L’intervento – una otoplastica su una giovane donna sudamericana – si stava svolgendo su un lettino improvvisato, senza alcuna garanzia igienico-sanitaria, con l’assistenza di un’infermiera in pensione. Nella stanza c’erano scarpe, vestiti, sporcizia e due cani che si aggiravano liberamente.

Chi è Carlo Bravi, il medico già condannato per altre irregolarità

Bravi era già sotto inchiesta per omicidio colposo in relazione alla morte di Simonetta Kalfus, 62 anni, avvenuta nel marzo 2025 dopo una liposuzione eseguita nella sua clinica privata. La donna, ricoverata in condizioni critiche all’ospedale Grassi di Ostia, morì dopo 12 giorni in coma vegetativo.

Ma il nome di Carlo Bravi era già noto alla giustizia e ai Nas da anni: in passato era stato condannato per lesioni colpose aggravate, a causa di un intervento di mastoplastica fallito, e accusato di esercitare in studi non autorizzati, senza personale qualificato e con strumenti non sterili.

Nel suo studio erano state trovate protesi mammarie abbandonate, appoggiate su scrivanie o infilate in sacchetti di plastica, e usi impropri di timbri medici falsi. Nonostante tutto, Bravi ha continuato a operare, aggirando i divieti e mettendo a rischio i pazienti.

Roma, arrestato il chirurgo Carlo Bravi: operava in casa nonostante la sospensione dopo la morte di Simonetta Kalfus per liposuzione
Roma, arrestato il chirurgo Carlo Bravi: operava in casa nonostante la sospensione dopo la morte di Simonetta Kalfus per liposuzione  (getty images)

Una sala operatoria improvvisata in casa e nuovi sospetti

L’arresto è avvenuto nel corso di un’indagine coordinata dalla pm Eleonora Fini. Secondo le forze dell’ordine, Bravi aveva allestito una vera e propria sala operatoria abusiva in un appartamento abitato da cittadini sudamericani. Indossava camice e guanti, e aveva già iniettato anestetico locale alla giovane donna che si stava sottoponendo alla procedura.

Oltre al medico, è stata denunciata anche l’infermiera in pensione che lo assisteva. Sono ora in corso accertamenti per stabilire quanti altri interventi il chirurgo possa aver eseguito da marzo a oggi, in violazione del provvedimento di sospensione.

Una morte da chiarire e giustizia ancora attesa

Sulla morte di Simonetta Kalfus, madre e nonna, la Procura intende fare piena luce. “Era già stato condannato – ha dichiarato la figlia della vittima – aveva già rovinato un’altra donna. Perché era ancora libero di operare?”. La famiglia, che ha denunciato il caso, chiede ora giustizia e verità.

Nel frattempo, Carlo Bravi si trova agli arresti domiciliari, ma resta ancora centrale il nodo della responsabilità sistemica: come è stato possibile che un medico già noto per violazioni gravi, potesse continuare a operare? Una domanda che le autorità sanitarie e giudiziarie dovranno affrontare.