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Il governo Meloni approva il "ddl Ferragni" per regolare la beneficenza degli influencer: il commento di Chiara Ferragni

approvato ddl Ferragni cosa dice 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl Ferragni, che consiste in quattro articoli per rendere più la beneficenza social degli influencer.

Dopo il caso del pandoro Balocco - che è valso una multa dell'Antitrust a Chiara Ferragni - e le successive indagini sulle collaborazioni commerciali a scopo benefico dell'influencer, il governo Meloni ha mantenuto la parola e il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla beneficenza social. Il ddl Ferragni, come è stato chiamato, servirà a rendere più chiare le iniziative commerciali benefiche degli influencer. Ecco cosa dice il testo con le nuove regole.

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Cosa dice il ddl Ferragni sulla beneficenza degli influencer

Il ddl Ferragni, in arrivo per le nuove iniziative benefiche degli influencer, è composto di quattro articoli che mirano a rendere più chiara la beneficenza social. La proposta del disegno di legge era stata avanzata dal governo Meloni dopo il caso Balocco che ha coinvolto Chiara Ferragni, a cui è seguita una multa dell'Antitrust - e giovedì 25 gennaio il ddl Ferragni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri.

Ma cosa dice il ddl Ferragni? Il disegno di legge presenta nuove disposizioni riguardanti le informazioni che i produttori e i collaboratori devono fornire in merito alle attività benefiche. Queste informazioni devono essere incluse non solo nelle confezioni dei prodotti, ma anche comunicate all'Autorità garante per il mercato e la concorrenza, secondo modalità e tempistiche specifiche. Inoltre, il disegno di legge stabilisce sanzioni per le violazioni delle suddette disposizioni. Dal testo emerge l'obbligo di specificare sulle confezioni dei prodotti gli scopi per i quali saranno utilizzati i proventi e chi sarà il beneficiario delle attività benefiche.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha spiegato che le nuove norme dispongono "l’obbligo di riportare sulle confezioni, anche tramite adesivi, alcune informazioni specifiche tra cui l’importo complessivo destinato alla beneficenza, ovvero il valore percentuale sul prezzo di ogni singolo prodotto". In ogni caso, l'Antitrust deve essere sempre informato da chi intende avviare l'attività promozionale.

Le sanzioni previste dal ddl Ferragni

Qualora queste norme venissero infrante, la violazione degli obblighi prevede sanzioni da 5mila a 50mila euro e che il 50% ricavato delle eventuali sanzioni venga impiegato in iniziative solidaristicheche saranno stabilite con successivo decreto. 

Si specifica anche che le sanzioni verranno poi valutate in base a ogni singolo caso e che, nei casi di minore gravità, le sanzioni potranno essere ridotte fino a un terzo.

Infine, l'articolo 5 del provvedimento contiene una disposizione transitoria che precisa che le nuove regole non trovano applicazione nelle promozioni, vendite e forniture di prodotti già in corso alla data di entrata in vigore della legge. Inoltre, tali norme non si estendono alle attività promozionali, vendite o forniture di prodotti ai consumatori svolte da enti non commerciali.

Il commento di Chiara Ferragni

Poco dopo la notizia dell'approvazione del ddl Ferragni, è arrivato anche il commento della diretta interessata. Chiara Ferragni si è detta felice del provvedimento, che permetterà agli influencer di non commettere errori ed evitare che chi vuole fare beneficenza "desista per la paura di essere accusato di commettere un’attività illecita".

"Sono lieta che il governo abbia voluto velocemente riempire un vuoto legislativo. Quanto mi è accaduto mi ha fatto comprendere come sia fondamentale disciplinare con regole chiare le attività di beneficenza abbinate alle iniziative commerciali".