Anne Hathaway: sconfiggere le profezie hollywoodiane (che fanno leva sull'età delle donne)
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La profezia infausta
Nel raccontare la sua esperienza, Anne Hathaway rivela di aver ricevuto la dolorosa profezia che la sua carriera sarebbe collassata a 35 anni. Un destino comune a molte donne nell'industria cinematografica, dove spesso le giovani attrici oscurano le più mature non per una questione di competizione tra donne o di talento, ma per via dei valori che la società patriarcale attribuisce alle donne, e per lo stereotipo per cui questi valori scompaiono con l'avanzare dell'età. Come se avere 35 anni significasse essere "anziane", tra l'altro.
La sfida allo stereotipo hollywoodiano
"Quando ero ancora una ragazzina mi dissero che la mia carriera si sarebbe affossata a 35 anni, cosa che devono affrontare molte donne", ha spiegato Hathaway. Ma, contrariamente alle aspettative, la profezia non ha avuto alcun potere su Hathaway. A distanza di 17 anni dal "Il diavolo veste Prada," continua a brillare come una delle attrici più amate e ricercate; è amata come attrice tanto quanto come personaggio pubblico dello spettacolo, e questo si deve sia al suo talento che alla sua personalità.
Il cambiamento nell'industria
Hathaway, nell'intervista, sottolinea i progressi compiuti dall'industria cinematografica, soprattutto dopo il movimento #MeToo. Mentre riconosce i successi ottenuti, dichiara che c'è ancora molta strada da fare. Una voce forte per il cambiamento e l'uguaglianza. "Fortunatamente sono stati fatti molti passi avanti da allora per le donne”, ha raccontato. Tuttavia, “c’è così tanto di cui essere orgogliosi e c’è così tanto da sistemare".
Il futuro e i sogni
Con entusiasmo, Hathaway parla dei suoi nuovi progetti e delle collaborazioni che la aspettano. I suoi obiettivi e sogni, ancorati in una determinazione senza tempo, dimostrano che la passione non ha età. "Ho degli obiettivi, ho dei sogni, non sono molto diversi da quelli di quando ero più giovane. Cerco ancora di perseguirli".
La famiglia come equilibrio
Contrariamente alle pressioni del tempo, Hathaway ha costruito una famiglia solida con il marito Adam Shulman e i loro due figli, Jonathan e Jack. Un cambiamento che ha accettato a braccia aperte, senza perdere la sua ardente passione per la recitazione: "Mi sento benissimo, meglio di quando avevo 20 anni perché mi prendo cura di me".
Questioni di crescita personale
Oltre alla carriera, Hathaway ha intrapreso un viaggio di crescita personale. Rinunciando all'alcol a 30 anni, riconosce che era necessario per vivere la vita che desiderava. Ora, sulla soglia dei quarant'anni, si prende cura del suo corpo e della sua salute in modo più consapevole: "Non potevo condurre la vita che volevo mentre bevevo".
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