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Anna Foglietta racconta di essere stata vittima di sessismo: "Mi ha fatto male l'incapacità di reagire"

Intervistata dal settimanale F, l'attrice ha parlato di sessismo, di violenza sulle donne e di educazione dei figli.

Anna Foglietta è nel pieno del tour promozionale per Everybody Loves Diamonds, il nuovo titolo targato Amazon Prime disponibile dal 13 ottobre. E in un'intervista con il settimanale F l'attrice ha parlato anche di violenza sulle donne, tema assolutamente centrale di questi mesi e su cui lotta da sempre, anche sostenendo la Fondazione Italiana per il Contrasto alla Violenza Sulle Donne, Una Nessuna Centomila.

Durante l'intervista, ha raccontato di essere stata vittima di sessismo e di come affronta l'argomento con i suoi tre figli, sottolineando l'importanza dell'educazione, della scuola, ma anche di pene più severe.

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Anna Foglietta vittima di sessismo

Anna Foglietta è sempre in prima linea per parlare di parità di genere e violenza sulle donne, e lo ha fatto anche durante l'intervista con il settimanale F. L'attrice ha raccontato che, per fortuna, non è mai stata vittima di violenza sessuale o di traumi che abbiano lasciato un segno indelebile, ma di aver sperimentato sulla propria pelle il sessismo in ambito lavorativo:

"Nel lavoro ho subito il sessismo, quel godimento nel mettermi a disagio, e, risoluta come sono, mi ha fatto male la mia incapacità di reagire: ero ferita, vulnerabile. Come ho potuto permetterlo? Eppure gliel’ho permesso"

Anna Foglietta ha anche sottolineato l'importanza di parlarne, soprattutto quando queste vicende accadono, per permettere a sempre più donne di riconoscere le situazioni di violenza e molestie quando accadono - soprattutto le più subdole:

"Più conosci le forme di violenza che puoi incontrare – anche le più subdole – meglio ti puoi proteggere. La reazione degli uomini? ‘Non si può dire più niente, non si può fare più niente, Alberto Sordi dava pacche sul sedere alle attrici e tutti ridevamo’. Vero, ma oggi non ridiamo più. A quei tempi si poteva fare, oggi no, e per fortuna"

Anna Foglietta sull'importanza dell'educazione e i figli

Quando si parla di violenza di genere e sessismo, altro tema centrale è l'educazione, e anche di questo ha parlato Anna Foglietta spiegando come lei e il marito stanno affrontando questo discorso con i loro figli. L'attrice ha tre figli, Lorenzo, Nora e Giulio, avuti dal consulente finanziario Paolo Sopranzetti:

"Ai figli maschi bisogna dare l’esempio, e glielo devono dare i padri. (…) Stiamo iniziando a parlare di molestie: non è mai troppo presto. Diciamo loro che, ogni volta che si sentono in una situazione di disagio, devono venire a parlare con noi, perché li possiamo aiutare. Ma la costruzione di un dialogo figli-genitori è un processo lungo e quotidiano, e noi siamo privilegiati"

Tuttavia è anche necessario fare i conti con la realtà che andranno a incontrare. Anche per questo, mentre l'educazione deve ancora fare passi avanti, intanto servono pene severe per gli stupratori. E sulle polemiche nate per i soliti consigli che si danno alle donne per "evitare" di essere vittime di violenze o stupri, Anna Foglietta ha commentato:

"Normalmente io credo nell'educazione più che nella pena. Ma non siamo ancora un Paese normale. Una donna che si veste in un certo modo è una che se la cerca. Sono arcistufa di questa cosa, come madre di due figli maschi che non voglio sottostimare, e come madre di una figlia femmina che non voglio proteggere. Mi ripugna l'idea di doverle inculcare che l'anno prossimo quando prenderà l'autobus è un timore diverso da quello di suo fratello maggiore. La renderei menomata nella sua libertà. Ma così è oggi l'Italia, e quindi le pene devono essere esemplari. Chi stupra deve pagare."

Anna Foglietta sul ruolo della scuola

Nonostante lei stessa abbia iniziato questo percorso con i figli, Anna Foglietta ha ribadito che, dove non arrivano i genitori, deve arrivare la scuola. Non sempre, infatti, le situazioni famigliari permettono un dialogo aperto e costruttivo su questi temi:

"Dove i genitori non possono arrivare dovrebbe arrivare la scuola, aprendo sportelli dove si possano smantellare gli stereotipi di genere"

Soprattutto, spiega, perché i figli - e i giovani in generale - vanno educati ma senza creare timore attorno all'argomento:

"Io non voglio essere difesa, io voglio essere aiutata. Non ci sto a leggere la frase "Se vedo una donna ubriaca la riaccompagno a casa". Ridurmi marcia è un mio sacrosanto diritto e io non voglio essere riaccompagnata a casa, voglio stare in un angolo della strada senza pensare che possa passare un estraneo a stuprarmi."