Adottare minori in stato di abbandono: per i single diventa possibile grazie all'ultima sentenza della Corte Istituzionale
La Consulta ha dichiarato incostituzionale parte della legge del 1983 che limitava l'adozione internazionale alle sole coppie sposate. La sentenza non solo amplia la platea dei potenziali genitori adottivi, ma riconosce implicitamente che l'interesse superiore del minore può essere pienamente tutelato anche all'interno di nuclei familiari non tradizionali. Un cambiamento epocale che potrebbe accelerare i processi di adozione e dare nuove speranze a bambini in attesa di una famiglia.
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Cade un muro nel sistema delle adozioni italiano. La Corte Costituzionale ha pronunciato una sentenza destinata a riscrivere il futuro di migliaia di bambini e adulti single nel nostro Paese e nel mondo: anche le persone non sposate potranno adottare minori stranieri, annullando un divieto che resisteva da oltre quattro decenni.
D'ora in poi anche i single potranno adottare? La novità della Corte Costituzionale
Un cambiamento significativo ha appena trasformato il panorama delle adozioni internazionali in Italia: da oggi, anche i single potranno finalmente adottare minori stranieri in stato di abbandono. Con la sentenza n. 33 del 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 29-bis della legge 184/1983, che escludeva le persone singole dalle adozioni internazionali. Questo passo non è solo una conquista per chi aspira a diventare genitore, ma anche una vittoria dei diritti dei minori, che finalmente avranno accesso a un ambiente familiare stabile, anche grazie a persone che non sono sposate.
La decisione della Corte ha segnato un punto di svolta, poiché ha riconosciuto che l’interesse dell’adulto a diventare genitore deve essere rispettato, ma senza mai mettere in discussione l'interesse primario del bambino. Fino a oggi, le adozioni internazionali erano consentite solo a coppie sposate da almeno tre anni, ma ora anche i single, se idonei, potranno avviare la procedura di adozione internazionale senza la necessità di dimostrare legami di parentela con il minore.
Cosa sono le adozioni internazionali e perché sono importanti?
Le adozioni internazionali sono quel processo mediante il quale un cittadino italiano può adottare un bambino che vive all’estero, solitamente in condizioni di abbandono o difficoltà familiari. Questo tipo di adozione è una via per offrire un futuro migliore a bambini che, per vari motivi, non hanno la possibilità di crescere con la propria famiglia biologica.
Perché prima i single erano esclusi dalle adozioni internazionali?
Fino alla storica sentenza della Corte Costituzionale del 2025, l'Italia ha sempre avuto una legislazione che escludeva i single dalle adozioni internazionali, consentendo l’adozione solo a coppie sposate da almeno tre anni. La legge n. 184 del 1983, infatti, stabiliva che soltanto le coppie sposate avessero il diritto di avviare una procedura di adozione internazionale. Questo principio, adottato in un'epoca in cui la visione della famiglia si basava sull'idea che un bambino avesse bisogno di un ambiente familiare costituito da due genitori, una figura maschile e una femminile, per crescere in modo equilibrato. La Corte Costituzionale, però, ha sottolineato che questo divieto non tiene conto dell'evoluzione delle strutture familiari nella società moderna, dove le famiglie monogenitoriali o le unioni non sposate sono ormai una realtà diffusa. Non solo, ma la sentenza ha ritenuto che l’esclusione dei single fosse in contrasto con i diritti individuali sanciti dalla Costituzione italiana.
In passato, i single potevano comunque adottare minori stranieri, ma solo in caso di legami di parentela con il bambino. Ad esempio, se un adulto fosse imparentato con il bambino fino al sesto grado di parentela, allora sarebbe stato possibile avviare la procedura di adozione.
Perché la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge del 1983?
La Corte ha anche sottolineato che il divieto di adozione per i single non risponde più alle esigenze moderne e che la valutazione dell'idoneità di un genitore deve essere fatta caso per caso, tenendo conto delle capacità di ogni singolo individuo e non solo del suo stato civile. Se un single è in grado di garantire un ambiente stabile e armonioso, non esiste motivo per escluderlo dall'adozione internazionale.
Adozione per i single: dove è possibile oggi?
Con la decisione della Corte, l’Italia ha finalmente fatto un passo avanti in un contesto internazionale in cui i single sono già da tempo accettati nelle adozioni internazionali. Paesi come Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito permettono da anni ai single di adottare, offrendo la possibilità di costruire una famiglia anche a chi non è sposato. In questi paesi, la priorità è garantire al bambino un ambiente stabile e sicuro, non necessariamente un modello familiare tradizionale.
L’adozione internazionale è un'opportunità che, in molti casi, ha contribuito a migliorare la vita di minori in stato di abbandono. Ma mentre in alcuni paesi è ormai una realtà consolidata, per l'Italia non era così. Solo i single con parentela con il bambino, come un legame di sangue fino al sesto grado, potevano accedere a questo diritto. La Corte, nel dichiarare incostituzionale questa limitazione, ha finalmente aperto la porta alla possibilità di adozione internazionale per chiunque, a condizione che sia idoneo a garantire un ambiente sicuro e stabile. Questo cambiamento rappresenta una vera e propria opportunità per i single italiani che desiderano diventare genitori. Ma, c’è un problema: nonostante l'apertura a livello internazionale, l'adozione per i single di bambini italiani è ancora vietata. Una disparità che, implicitamente, rivela un pregiudizio nei confronti di chi non si conforma al modello patriarcale e tradizionale di famiglia.
Perché è vietato per i single in Italia adottare?
In Italia, l'adozione di minori italiani da parte di single è ancora vietata, e la legge 184/1983 è stata interpretata a lungo come uno strumento che sostiene la famiglia tradizionale come l'unica valida per crescere un bambino.ìQuesto approccio non tiene conto delle nuove realtà familiari e si basa su un’idea superata di cosa costituisce una “famiglia ideale”. La Corte Costituzionale ha dichiarato che questa visione è in contrasto con i diritti individuali sanciti dalla Costituzione italiana, che garantisce a ogni persona il diritto di costruire una famiglia e di autodeterminarsi.
Il divieto di adozione per i single in Italia è stato giustificato dalla convinzione che solo una coppia sposata possa offrire la stabilità necessaria a un bambino. Ma oggi, con il cambiamento sociale, l'adozione per i single ha acquisito una valenza completamente diversa. Le persone non sposate sono perfettamente in grado di offrire un ambiente stabile, amorevole e sicuro a un bambino, ed è quindi ingiusto che vengano escluse dalla possibilità di adottare in patria. Questo divieto, che sembra voler sostenere un modello di famiglia patriarcale a spese delle altre famiglie, non solo è antiquato, ma limita anche il diritto di tanti minori a crescere in un contesto amorevole.
Cosa cambia per le adozioni future dopo la sentenza della Corte? Ci sono ancora dei limiti
Con questa storica sentenza, la Corte ha chiarito che non esistono motivi oggettivi per escludere le persone singole dall'accesso all'adozione internazionale. La decisione evidenzia che, sebbene il benessere del bambino debba essere sempre prioritario, l'interesse di un adulto a diventare genitore deve essere rispettato, a meno che non vi siano prove concrete di incapacità.
In pratica, il processo di adozione internazionale si arricchirà di una nuova possibilità per i single, ma sarà comunque necessario che ogni caso venga valutato individualmente dal giudice competente. La legge italiana, infatti, non autorizza una “pretesa” all’adozione, ma una richiesta che deve passare attraverso un’attenta valutazione dell’idoneità del richiedente, che dovrà dimostrare di poter garantire al bambino una crescita sana e sicura. Per i bambini in stato di abbandono, quindi, questa decisione potrebbe tradursi in una maggiore possibilità di essere accolti in una famiglia amorevole, indipendentemente dallo stato civile dell'adulto che si offre come genitore.
Bisogna ricordare che questa decisione, pur essendo una conquista importante, non risolve comunque ancora la disparità tra adozione internazionale e adozione nazionale.
L'importanza della sentenza per il futuro dell'adozione: più opportunità per i bambini di essere accolti in una famiglia
La decisione della Corte Costituzionale rappresenta un passo fondamentale per l'evoluzione delle politiche di adozione in Italia. Non solo si apre la porta alle adozioni per i single, ma si fa anche un passo verso un sistema più inclusivo e flessibile, che tiene conto dei cambiamenti sociali e delle nuove realtà familiari.
L'effetto immediato della sentenza sarà quello di incoraggiare più single ad avviare il processo di adozione internazionale. Inoltre, contribuirà ad aumentare il numero di bambini adottati, una necessità particolarmente sentita vista la diminuzione delle domande di adozione in generale. La Corte ha sottolineato che il divieto di adozione per i single ostacolava l'effettivo diritto dei bambini a essere accolti in una famiglia, riducendo così le opportunità di adozione. La decisione della Corte Costituzionale è una vittoria per i diritti individuali e per i diritti dei bambini. Non solo riconosce il valore dell’autodeterminazione degli adulti, ma amplia le opportunità per quei minori che aspettano di essere accolti in una famiglia.
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