Achille Lauro e Annalisa: l'arte di condividere la scena con una donna
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Nella serata di ieri, dedicata ai duetti, Achille Lauro commuove l’Ariston grazie a un’emozionante reinterpretazione de “Gli uomini non cambiano”, capolavoro immortale di un’indimenticabile Mia Martini. Al suo fianco Annalisa, una tra le voci più talentuose della scena italiana contemporanea. In quest’occasione, l’artista annulla qualsiasi velleità di protagonismo, dimostrando quale sia il modo corretto per condividere il palcoscenico e, perchè no, "fare un passo indietro" per non oscurare la collega e lasciare, anzi, che le doti canore di quest'ultima potessero potessero trovare il giusto risalto. Non dev’essere facile, in effetti, esibirsi insieme ad Achille, la cui personalità è oggettivamente “ingombrante”, nel senso buono. I due, invece, hanno saputo danzare armoniosamente con le loro voci senza “schiacciarsi i piedi” a vicenda.
Contro le convenzioni e le discriminazioni
Durante l’esibizione si è potuto assistere alla magia di un uomo che dà voce a un testo struggente, mettendosi nei panni di una donna. Nessun pronome personale è stato, infatti. mutato per adattarsi al genere sessuale del performer. Achille non è schiavo dei giudizi nè tanto meno della retorica maschilista per cui esiste un unico modo di essere uomo, certamente struccato, vestito di abiti esclusivamente maschili e senza alcuna traccia di smalto sulle unghie. Achille è un artista libero, forse anarchico, come ha provato a definirsi lui, e il suo rifiuto delle convenzioni mira ad annullare le discriminazioni.
“Sono fatto così mi metto quel che voglio e mi piace: la pelliccia, la pochette, gli occhiali glitterati sono da femmina? Allora sono una femmina. Tutto qui? Io voglio essere mortalmente contagiato dalla femminilità, che per me significa delicatezza, eleganza, candore. Ogni tanto qualcuno mi dice: ma che ti è successo? Io rispondo che sono diventato una signorina”.
L'omaggio a David Bowie, trasformista come lui
Sarà per questo che Lauro sceglie di omaggiare David Bowie trasformandosi in Ziggy Stardust, una delle tante personalità sfoggiate nel tempo dal cantante. “Anima ribelle, simbolo di assoluta libertà artistica espressiva e sessuale nonchè di una mascolinità non tossica”, questa la ragione dietro la scelta del rapper romano che non ha paura di giocare con la propria identità, ma soprattutto sessualità. Un essere fluido che ama gli eccessi e le trasgressioni allo stato puro. La somiglianza al Duca Bianco è notevole, ma Achille non ha l’assoluta presunzione di paragonarvisi a livello vocale. Consapevole delle proprie doti, lo è ancor di più dei propri limiti e affronta il palco dell’Ariston senza alcuna arroganza.
Tutti i look del Festival di Sanremo 2020
Dal 4 all'8 febbraio si è svolta la 70° edizione del Festival di Sanremo. Tra note, arrangiamenti e testi, i cantanti della categoria delle Nuove Proposte e di quella dei Big si sono esibiti su uno dei palchi più celebri d'Italia.
Tuttavia, esattamente come ogni anno, i brani in gara non sono i soli protagonisti della rassegna musicale: sketch comici, come quelli di Fiorello, discorsi ben più impegnativi sulla situazione attuale, come il toccante monologo di Rula Jebreal, ed esibizioni di grandi ospiti - da Mika a Gianna Nannini - rendono sempre lo spettacolo dell'Ariston il più seguito a livello nazionale.
Da non dimenticare, però, sono anche i look: infatti, sia gli artisti che i presentatori vengono giudicati attentamente da pubblico e giornalisti anche per le loro mise sfoggiate nel corso delle varie serate. Per noi, i "vincitori" nella categoria "moda" della prima serata sono stati Elodie, Achille Lauro, Fiorello (sì, a volte siamo banali) e Rula Jebreal. Per quelli della seconda, invece, nomiamo Levante, Laura Chimenti e il maestro dell'eleganza Tiziano Ferro e, per quelli della terza, lo spettacolo delle cover, non siamo rimaste troppo sorprese o colpite.
Ovviamente, è stato nel giorno della finale che ogni concorrente e presentatore ha dato il meglio di sé, primo tra tutti Amadeus, che ha indossato il suo miglior completo dell'intera kermesse musicale. Ma, bisogna dirlo, il vincitore morale della categoria "moda" del Festival è sicuramente Achille Lauro, il quale, grazie al suo sodalizio con Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha saputo portare quel tocco di originalità, innovazione e, perché no, scandalo, di cui tutti avevano bisogno.
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