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Sanremo 2025 Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Achille Lauro e la lettera della mamma: “In mezzo a tutto quello che abbiamo vissuto, ho sempre cercato di insegnargli cosa fosse l’amore”

Achille Lauro e la lettera della mamma Cristina Zambon.
Achille Lauro e la lettera della mamma Cristina Zambon.  (getty images)
Achille Lauro ha condiviso con i giornalisti una toccante lettera scritta da sua madre, Cristina Zambon, in cui racconta l’infanzia del cantante e il contesto in cui è cresciuto.
di Marcella La Cioppa

Achille Lauro ha condiviso con i giornalisti una lettera scritta da sua madre, Cristina Zambon, in cui si approfondisce il significato del brano Incoscienti Giovani, presentato al Festival di Sanremo 2025.

Nella lettera, Cristina racconta l'infanzia di Lauro, descrivendo come sia cresciuto in un ambiente caratterizzato dalla presenza di ragazzi con storie difficili, alcuni provenienti da case famiglia dove lei stessa svolgeva attività di volontariato.

Ha accolto questi giovani nella loro casa, offrendo loro supporto e affetto. Cristina ha poi sottolineato l'importanza dell'amore come guida nella vita e si dice grata che suo figlio, nonostante le difficoltà affrontate, abbia imparato il valore dell'amore e continui a sostenere chi è in difficoltà.

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Achille Lauro e il racconto di una vita difficile

La lettera della madre di Achille Lauro aggiunge un nuovo tassello al racconto della sua infanzia, segnata da difficoltà e da un ambiente complesso. Cresciuto in una realtà periferica, Lauro ha vissuto a stretto contatto con ragazzi con storie difficili, spesso provenienti da case famiglia, grazie all’impegno sociale della madre. Questo vissuto ha influenzato profondamente la sua musica e il suo percorso artistico, portandolo a raccontare storie di emarginazione, ribellione e ricerca di riscatto.

Questa lettera segue quella di “S”, la ragazza che ha ispirato il brano Incoscienti Giovani, il più grande amore di Lauro, come lui stesso ha dichiarato. Due testimonianze diverse, ma entrambe profonde, che aiutano a comprendere meglio il vissuto dell’artista e le emozioni dietro la sua musica. Anche il suo docufilm Ragazzi Madre – L’Iliade esplora questo percorso, offrendo uno sguardo intimo sulla sua crescita personale e artistica.

La lettera integrale della madre di Achille Lauro

Lauro ha sempre avuto una fissazione per la scrittura. La mattina, quando mi svegliavo, entravo in camera sua e lo trovavo ancora sveglio a scrivere. Lo sgridavo perché non dormiva mai. Aveva solo 11 anni. Si imbarazzava, nascondeva i fogli. Non ha mai detto ‘scrivo canzoni’ o ‘voglio fare il cantante’, ma ho capito presto che per lui scrivere era un modo per superare momenti difficili. In mezzo a tutto quello che abbiamo vissuto, ho sempre cercato di insegnargli cosa fosse l’amore, convinta che chi impara a seguire quel faro, presto o tardi, riconosca la strada. E così è stato.

Lauro è cresciuto in casa con ragazzi che non erano miei figli, ma che ho accolto come tali. Figli di storie difficili e case famiglia dove io facevo volontariato. È cresciuto insieme alle ragazze di strada, ricordo quando andavo di notte sui marciapiedi con Don Giovanni a convincerle a scappare da quella vita e a trovare un posto sicuro, e molte volte restavano a casa nostra. È cresciuto con i suoi amici, ragazzi con famiglie inesistenti, errori alle spalle, rabbia dentro. Li conosco tutti. Sono stati come figli anche per me. Giovani incoscienti, ma con un grande cuore.

Oggi Lauro è adulto e insieme cerchiamo di sostenere tutti quei posti dove ci sono ragazzi che hanno bisogno: dagli ospedali, alle comunità e ovunque ci sia necessità. Sono grata di tutto questo e di vedere che oggi lui non si dimentica di chi ha bisogno e di chi era come lui. Nonostante tutto quello che abbiamo passato, Lauro ha riconosciuto quel faro e ha imparato l’unica cosa che conta realmente: l’importanza di amare e il bisogno di tutti noi di essere amati. Se quei ragazzi non avessero conosciuto l’amore, incluso mio figlio, forse si sarebbero persi in cerca di quell’amore che non avrebbero mai trovato”.

Chi è la madre di Achille Lauro e cosa ha scritto nella lettera.
Chi è la madre di Achille Lauro e cosa ha scritto nella lettera.  (getty images)

Com’è nato il brano di Achille Lauro a Sanremo: Incoscienti Giovani

Il brano Incoscienti Giovani di Achille Lauro nasce da un’esperienza personale intensa e dolorosa. La canzone, presentata al Festival di Sanremo 2025, è ispirata alla storia d’amore tra l’artista e una ragazza identificata con la sigla “S”, la quale ha scritto una lettera che Lauro ha voluto rendere pubblica.

Nella lettera, “S” racconta il legame profondo che la univa al cantante e il dolore della loro separazione, lasciando emergere il senso di smarrimento e nostalgia che pervade il brano. Lauro ha definito questa relazione come il suo più grande amore, un sentimento vissuto con l’intensità tipica della giovinezza, tra sogni, errori e passioni travolgenti.

Chi è la mamma di Achille Lauro

Cristina Zambon, madre di Achille Lauro, è originaria di Rovigo, nel Polesine, Veneto. Proviene da una famiglia di spicco: suo nonno, Archimede Zambon, ha avuto un ruolo di rilievo nella Democrazia Cristiana polesana, ricoprendo negli anni ’80 e ’90 incarichi importanti come consigliere provinciale e presidente della Camera di Commercio.
Nonostante le sue origini venete, Cristina ha trascorso gran parte della sua vita a Roma, dove ha conosciuto Nicola De Marinis, magistrato della Corte di Cassazione e professore universitario. Dal loro matrimonio sono nati due figli, Federico e Lauro, ma la loro relazione è giunta alla fine con la separazione della coppia.

Com'è nato il brano di Achille Lauro a Sanremo, Incoscienti Giovani.
Com'è nato il brano di Achille Lauro a "Sanremo", "Incoscienti Giovani".  (getty images)

L'infanzia di Achille Lauro e il rapporto complesso con la figura paterna

L’infanzia di Achille Lauro è stata segnata da un ambiente familiare particolare e da un rapporto complesso con la figura paterna. Nato a Verona ma cresciuto a Roma, Lauro ha vissuto la separazione dei genitori in giovane età. Suo padre, Nicola De Marinis, magistrato della Corte di Cassazione, ha seguito una carriera rigorosa e istituzionale, mentre la madre, Cristina Zambon, si è dedicata ad attività sociali, accogliendo spesso in casa giovani in difficoltà.

Dopo la separazione, Lauro ha scelto di vivere con la madre e il fratello maggiore Federico, che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita. Federico, già inserito nella scena underground romana, lo ha avvicinato alla musica indipendente e al mondo della cultura di strada. Questo percorso ha contribuito alla costruzione dell’identità artistica di Lauro, spingendolo verso un linguaggio espressivo autentico e lontano dagli schemi tradizionali. Il rapporto con il padre è rimasto complesso nel tempo, caratterizzato da visioni di vita differenti e da un distacco emotivo che l'artista ha spesso raccontato nei suoi testi.