Sentenza storica sugli accordi prematrimoniali: per la Cassazione sono leciti e hanno valore legale
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La Corte di Cassazione ha dato il via libera agli accordi prematrimoniali: a portare a questa decisione è stato il caso di una coppia di Mantova in procinto di separazione. Prima di sposarsi, la coppia aveva stabilito delle responsabilità circa il patrimonio e le spese finanziarie da sostenere. Ora, però, il marito non è più convinto di quella scrittura tra lui e la ex moglie e ha chiesto di non farla riconoscere.
Scopriamo insieme che cosa sono gli accordi prematrimoniali e che cosa succederà a questa coppia dopo la decisione intrapresa dai giudici.
Sentenza eclatante: gli accordi prematrimoniali hanno un valore legale e sono (finalmente) riconosciuti dalla Cassazione
Che cosa sono gli accordi prematrimoniali?
Prima di addentrarci nel caso specifico, ci teniamo a specificare che cos’è un accordo prematrimoniale o contratto prematrimoniale. Quando si parla del prenup si è soliti riferirsi a un accordo legale che viene intrapreso tra due persone che sono pronte a compiere il grande passo. L’accordo stipulato tra le due persone ha uno scopo preciso: si cerca di regolare una serie di questioni legate all’ambito finanziario e patrimoniale. In questo accordo, però, non si parla di assegno di contribuzione ai bisogni della famiglia, poiché è vietato l’uso del contratto prematrimoniale in questo senso.
I futuri sposi possono così decidere in anticipo che cosa dovranno tenere o pagare all’altra persona in caso di separazione o divorzio.
Certamente non è un argomento romantico, specie quando si è in procinto di organizzare le nozze, ma può essere di rilevanza quando vi sono delle situazioni complesse a livello patrimoniale e finanziario.
Il caso della coppia di Mantova: la scrittura privata è lecita
La sentenza storica che ha portato la Cassazione a riconoscere il contratto prematrimoniale riguarda una coppia di Mantova. L’uomo e la donna avevano firmato la scrittura privata in cui avevano stabilito che lui si sarebbe impegnato a restituire 146.400 euro, comprensivi del mutuo e delle spese per l’arredamento della dimora. A queste spese aveva contribuito lei, anche se la casa era stata intestata esclusivamente all’uomo. Al tempo stesso, negli accordi era stato stipulato che la donna avrebbe rinunciato a beni come gli arredi della casa e un’imbarcazione.
A rivolgersi al giudice per dichiarare nulla questa scrittura privata è stato il marito che, con il suo avvocato, si è appellato agli articoli 143 e 160 del codice civile, sottolineando la contrarietà all’ordine pubblico e alle norme imposte dalla legge riguardo ai diritti e doveri dei coniugi.
Da questo scontro legale ne è risultato però che gli accordi prematrimoniali hanno un valore e che la donna ha diritto a quanto era stato stabilito in essi. Quindi, la scrittura secondo i giudici della Cassazione è lecita, in quanto viene stabilito e riconosciuto un debito a favore della moglie per quanto è stato fatto all’interno della casa intestata al marito. L’acquisto di mobili, così come il loro restauro, sono spese riconosciute nei suoi confronti.
All’uomo, invece, è riconosciuta l’imbarcazione, un motociclo, l’arredamento della casa e una somma di denaro. A decidere tutto ciò è stato dapprima il tribunale di Mantova e poi la Corte d’appello di Brescia.
Il Forum nazionale delle associazioni familiari si schiera contro la decisione della Cassazione
Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, non è d’accordo con la decisione intrapresa dai giudici della Cassazione Suprema. Infatti, a suo dire, questa apertura al contratto prematrimoniale porta senza alcun dubbio a un cambiamento di rotta nei confronti della disciplina dei rapporti familiari.
L’uomo ha sottolineato il concetto con queste parole: “Il matrimonio, in termini tecnici, è un negozio giuridico, ossia un atto di volontà di due soggetti dal quale derivano effetti giuridici. Non è, però, un contratto in senso proprio. I contratti rappresentano una specie del più ampio genus “negozio giuridico” e sono strutturati per soddisfare interessi reciproci, mediante un equilibrio tra prestazioni e contro prestazioni. Il matrimonio, al contrario, non nasce per realizzare un interesse patrimoniale, ma per fondare una comunione di vita, basata sul dono di sé all'altro coniuge”.
Restano ancora tanti punti interrogativi: come saranno recepiti in futuro?
Quindi, in poche parole, non vi sono delle norme imperative che chiudono del tutto all’uso e alla leicità dei patti prematrimoniali, ma va detto che ogni caso va analizzato a sé. In poche parole, non ci troviamo davanti a un “sì” netto, che ci fa venire in mente la scrittura privata tra Jeff Besos e sua moglie, bensì per tutte le situazioni di separazione è necessario analizzare la storia. Dunque, con l’ordinanza numero 20415 la Cassazione ha giudicato valido l’accordo tra marito e moglie in caso di separazione, ma va detto che ogni storia può avere delle differenze a livello giurisprudenziale.
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