Donne coraggiose: i gesti al femminile che hanno rivoluzionato la storia
Pacate, angeli del focolare, quiete: ecco come spesso sono state dipinte le donne e come sono state desiderate dagli uomini, gli stessi fautori di una cultura patriarcale che ci vuole piccole, il meno ingombranti e invadenti possibile. Ma noi donne non siamo solo questo, e lo dimostrano le battaglie per la parità dei diritti e le lotte femministe che dal secolo scorso a oggi continuano imperterrite, guadagnando un diritto dopo l’altro. Al di là dei grandi nomi e delle grandi personalità politiche e più ricordate che hanno smosso i popoli, esistono delle personalità femminili che hanno fatto la storia, rivoluzionando il ruolo e la visione della donna con i loro gesti solo apparentemente semplici, ma di incredibile impatto. In onore della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne che cade durante la giornata dell’8 marzo, omaggiamo il genere femminile parlandovi di alcune di queste donne e delle loro azioni rivoluzionarie con cui hanno fatto la differenza, in meglio!
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Calamity Jane è considerata la prima pistolera statunitense del selvaggio West, vissuta tra il 1852 e il 1903. In un'epoca in cui la visione della donna era estremamente puritana, questa donna ha rappresentato una rivoluzione dei modi e dei costumi al femminile nel far west. Considerata abile giocatrice d'azzardo, imprevedibile bevitrice, infallibile pistolera ed eccezionale cavallerizza, Calamity Jane solo essendo sé stessa ribaltò lo stereotipo della donna.
Cosa succede quando una brillante e promettente studentessa scozzese rimane incinta, viene abbandonata dal marito e finisce col diventare la domestica di un astronomo? Spesso niente, ma nel caso unico di Williamina Fleming, si cambia la storia. L'astronomo si rese conto dell'acume della donna e le chiese di partecipare alle ricerche presso l'osservatorio di Harvard, dove la Fleming divenne la prima computatrice e creò il gruppo l'harem di Pickering: un gruppo di donne che ha assunto per lavorare con lei.
Questa famosissima fotografia di Robert Capua, finita sulla rivista americana "Life", ritrae Simone Segouin, una ragazza francese di soli 17 anni che all'epoca della seconda guerra mondiale, era entrata a far parte della resistenza partigiana per liberare Parigi dai nazisti. Conosciuta anche con il suo nome di guerra Nicole Minet, la Segouin ha dimostrato come coraggio e fede negli ideali non abbiano genere.
Dopo il fallimento della ferramenta di famiglia, unica attività che permetteva a Christina Broom e ai suoi famigliari un ingresso economico, la donna si reinventò e, da autodidatta, imparò le basi della fotografia. Dai primi rudimentali scatti Christina passò a fotografie più impegnative e, in un certo senso, impegnate. Divenne infatti famosissima per la vendita di cartoline create con la camera oscura dei dintorni di Buckingham Palace e, soprattutto, delle marce delle suffragette britanniche.
Sarla Thakral ha segnato la storia delle donne dopo essere diventata la prima pilota aeronautica indiana donna al mondo, a soli 21 anni nel 1914. Fu il marito, uno di quegli uomini che alla Storia ha partecipato con genuina solidarietà nei confronti del genere femminile, a spronarla, incitandola nell'ottenere la licenza di volo.
Elspeth Beard, architetto, rappresenta per le donne la pioniera del viaggio on the road e, soprattutto, della possibilità effettiva e dimostrata, per il genere femminile, di poter viaggiare da sole: insomma, si può fare! Elspeth, durante la prima metà degli anni Ottanta, si è impegnata in un viaggio in motocicletta durato due anni e che le ha visto macinare più di 80mila chilometri.
Nel 1967, il regolamento della famosa maratona di Boston negava ancora la partecipazione alle donne: ma Kathrine Switzer sviò il problema registrandosi alla competizione solo come "K.V. Switzer". La sua fu un'impresa ardua, oltre che per la gara in sé: durante la corsa, infatti, diversi uomini provarono a strattonarla lungo il percorso. Ma dopo quattro ore e venti minuti terminò il tragitto con il numero 261, oggi diventato iconico come la fotografia che la raffigura. Nel 2017, partecipò nuovamente alla maratona di Boston con lo stesso numero identificativo.
Un fucile a tracolla e una posa fiera: così Marina Ginestà verrà ricordata dalla storia, attraverso questa fotografia scattata da Juan Guzmán nel luglio del 1936. La ragazza, giovanissima, diventò una di quelle icone di resistenza battagliera che lasciarono il segno. La donna in realtà non imbracciò il fucile durante la guerra, ma sfruttò le sue capacità intellettuali di traduttrice al servizio del partito comunista durante la Guerra civile spagnola.
Valentina Tereškova fu una politica e astronauta russa, la prima donna a orbitare nello spazio. La missione che la vide protagonista effettuò 49 orbite terrestri. Tra tutte le donne selezionate per gli addestramenti nel 1962, Teresa fu l'unica a volare davvero nello spazio; ciò la rese un'icona femminista oltre che aerospaziale.
Maud Wagner fu un acrobata e circense degli Stati Uniti d'America, famosa per essere stata anche la prima tatuatrice donna registrata e riconosciuta come tale negli Usa. Il suo corpo completamente tatuato fu oggetto di scandalo: uno scalpore che lei e suo marito, ugualmente segnato dall'inchiostro e anch'egli tatuatore, sfruttarono a loro vantaggio per guadagnare come fenomeni da palcoscenico in fiere e villaggi dell'entroterra.
Partecipare attivamente a cortei pro LGBTQ+ e manifestare ai gay pride oggi può sembrarci doveroso e quasi scontato (anche se, purtroppo, ancora non per tutti). Tuttavia, farlo nella New York degli anni Settanta dove l'omosessualità era tabù e l'AIDS cominciava a serpeggiare subdolamente non lo era affatto. Il merito di aver in parte sdoganato questo genere di protesta lo dobbiamo anche a Jeanne Manford che nel 1972 partecipa a un gay pride insieme al figlio, che solo pochi mesi prima era stato brutalmente picchiato mentre consegnava volantini per la manifestazione a favore dei pari diritti degli omosessuali.
Margaret Hamilton è stata un'informatica, ingegnera e imprenditrice statunitense, a cui dobbiamo il merito di aver sviluppato il software di bordo per la missione spaziale dell'Apollo 11. Lei e il suo team hanno garantito il successo del programma e per questo ha attirato l'attenzione su di sé sia per le sue capacità che, nel bene o nel male, per il suo essere donna. Le onorificenze non tardarono a venire e la Hamilton divenne un'icona per tutte le donne che vogliono avere successo nel misogino mondo degli studi scientifici.
Rosa Parks, attraverso un piccolo gesto di autodeterminazione, è diventata una delle figure più famose dell'intero movimento per i diritti civili dei neri e delle donne, e in seguito delle minoranze discriminate in generale. Quando sui mezzi pubblici di trasporto c'erano ancora divisioni tra i sedili dei neri e quelli dei bianchi, Rosa si rifiuta di cedere il proprio posto. Un'azione che ebbe una forte risonanza mediatica e che venne imitata in tutto il Paese.
Le capacità natatorie della nuotatrice e attrice australiana Anne Kellerman la resero famosa in tutto il mondo ma, a destare vero scalpore, fu la sua scelta di indossare un costume da lei inventato che lasciava scoperte le braccia le gambe. Oltre a permettere una più agile attività fisica, la nudità parziale le causò un memorabile arresto sulla spiaggia. Ma da allora, la moda balneare femminile e il discorso del giudizio sul corpo della donna da parte dell'occhio maschile cambiarono per sempre.
La storia di Franca Viola è diventata famosa in tutto il mondo come il simbolo dell'emancipazione delle donne italiane vittime della cultura patriarcale, essendo stata la prima donna a rifiutare la proposta di un matrimonio riparatore. All'epoca, la legislazione italiana consentiva ad aggressori e stupratori l'estinzione del loro reato ai danni della vittima nel momento in cui la stessa, anche minorenne, lo avesse sposato secondo la pratica cosiddetta del "matrimonio riparatore", appunto. Il gesto di trasgressione di Franca Viola segna un momento irrinunciabile della corsa all'emancipazione femminile.
Eva Perón, da molti argentini affettuosamente chiamata Evita, è stata una donna che, pur partendo da origini umilissime, si è arrogata la definizione di Leader Spirituale della Nazione dell'Argentina: un titolo perpetuo ancora attualmente in carica. Il motivo di questo pregio si deve al modo in cui ha piegato le sue capacità oratorie e carismatiche al servizio della campagna elettorale prima e della politica poi del marito Juan Domingo Perón. Per questo, fu amata dal popolo argentino e considerata una delle più grandi figure d'influenza politica della storia.
L'attivista e blogger pakistana Malala Yousafzai si è resa famosa in tutto il mondo quando, alla sola età di 13 anni, conduceva un blog online in cui andava contro gli editti dei talebani e si batteva per i diritti civili e il diritto all'educazione per tutti. A causa delle sue azioni, è stata vittima di un attentato fortunatamente non fatale e si è guadagnata il Premio Nobel per la pace, diventando un'icona assoluta delle donne.
Nadia Nadim oggi è una donna dalla cittadinanza danese che gioca a calcio nella nazionale della Danimarca e come attaccante del Racing Louisville. Tuttavia, la storia della ragazza ha basi molto meno rosee: il padre, generale afgano, fu ucciso nel deserto dai talebani. La ragazza fu costretta a scappare con la propria famiglia; che questa storia di rivalsa riguardi una ragazza dell'Afghanistan che si naturalizza occidentale e corona il sogno calcistico (tutti elementi lontani dalla vita che avrebbe avuto, seguendo il ruolo della donna che la società talebana detta), ci fa sorridere di speranza.
Junko Tabei è stata la prima donna ad aver messo piede sulla vetta dell'Everest, affrontando una scalata che non sfida solamente la prestanza fisica ma anche gli stereotipi di genere. Era il 1974 e la donna giapponese, cresciuta in un ambiente culturale pregno di discriminazioni e sessismo, non molla la presa e raggiunge il suo obiettivo dopo anni di lavori diversi che le permettessero di fronteggiare economicamente la missione.
Grazia Deladda non è solo stata una straordinaria scrittrice, studiosa e letterata ma anche la prima e unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Donna indipendente e idealista, qualità che si sono rispecchiate nella sua scrittura da alcuni definita di "profonda comprensione degli umani problemi". I suoi romanzi di maggio successo sono "Cenere", "L'edera" e "Canne al vento": La sua vittoria ha aperto le porte a moltissime altre letterate italiane, come Alda Merini.
Nel 1750 nasce Caroline Lucretia Herschel, una donna considerata pioniera nel campo dell'astronomia in generale e anche di quella al femminile. Nonostante la difficoltà nel reperire dati certi e affidabili, anche a causa dell'occultamento che a volte è stato fatto degli studi della donna, si può affermare con quasi totale certezza che Caroline è stata la prima donna a scoprire una cometa.