Cher: la dea del pop che è sempre rimasta fedele a sé stessa
“Ci sono le dive, e poi c’è Cher”, scrive Keith Caulfield.
“Se Madonna e Lady Gaga e Kylie e Cyndi Lauper stessero giocando a calcio, Cher sarebbe lo stadio in cui giocano e il sole che splende su di loro”, scrive Shon Faye della rivista Dazed.
Eclettica, stravagante, determinata e talentuosa: non basterebbe un intero vocabolario per descrivere l’estro e la personalità di Cher, che nella giornata di oggi compie 76 anni. Lo scorrere del tempo non ha minimamente intaccato il suo fascino e la sua influenza e lo dimostra il fatto che sia osannata anche oggi, persino dalle generazioni più giovani che guardano a lei come a un’icona incontrastata della cultura pop.
Dopo un’infanzia difficile, contrassegnata dal divorzio dei suoi genitori e dai problemi di natura economica della famiglia, Cher muove i primi passi nel mondo dello spettacolo a 16 anni insieme all’allora compagno Sonny Bono, con cui darà alla luce il primo figlio Chaz.
La sua carriera vive iniziali alti e bassi, ma non passa molto tempo prima che il mondo resti stregato dalla potenza scenica e vocale di questa ragazza, pronta a infrangere le convenzioni e a riscrivere l’immaginario banale e ingessato delle celebrities.
Se pensiamo a Cher, non possiamo che associarla alla resilienza che, insieme alla sua capacità costante di reinventarsi, le permette di superare i momenti più difficili e perseverare fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati. È proprio in virtù della sua tenacia e perseveranza che la sua storia è stata inserita all’interno della collezione di libri per bambini “Raggiungi i tuoi obiettivi”, per ispirare le generazioni future a non abbandonare mai i propri sogni e a impegnarsi duramente per vederli realizzati. Nel testo, leggiamo infatti che “per anni, Cher ha lavorato duramente per diventare una cantante di successo. Poi ha lavorato duramente per diventare un’attrice. Anche quando aveva bisogno di soldi, ha rifiutato ruoli cinematografici che non erano adatti a lei. Il suo obiettivo è sempre stato quello di essere una brava attrice, non solo ricca e famosa”.
Sì, Cher non è soltanto una cantante, come in molti sono ancora convinti. C’è spazio anche per il cinema nella sua vita, dove dà prova di doti innate che le permettono di aggiudicarsi una serie di importanti premi, uno fra tutti l’Oscar come migliore attrice protagonista per il suo ruolo nel film “Stregata dalla luna”.
Il mantra di Cher, nonché il segreto del suo successo, è racchiuso in una frase da lei stessa pronunciata nel corso di un’intervista: “Ho sempre preso dei rischi e non mi sono mai preoccupata di cosa il mondo potesse davvero pensare di me”.
Le critiche, infatti, non sono mancate, sia al suo operato che alla sua immagine. Ma Cher, che ha sempre fatto spallucce, si è fatta scivolare di dosso i giudizi superflui ed è andata avanti per la propria strada, forte di un'unica convinzione: quella di voler restare per sempre fedele a sé stessa.
Nel corso della sua carriera, Cher ha instaurato un legame particolare con l’Italia. Quando stava ancora insieme a Sonny, ha registrato alcune hit americane come Mama (When My Dollies Have Babies) in versione italiana, mettendosi alla prova persino in una lingua straniera. La cantante torna in Italia anche in occasione del Festival di Sanremo del 1967, dove, in coppia con Nico Fidenco, interpreta il brano “Ma piano (per non far rumore)”. A distanza di 31 anni e, più precisamente nel 1998, la stessa viene nuovamente invitata nel Belpaese per partecipare in qualità di ospite alla premiazione dei Telegatti. Merita una menzione anche “Più che puoi”, il duetto risalente al 2000 con Eros Ramazzotti.
In questi anni, oltre ad affermarsi come cantante di successo, attrice acclamata e icona di stile eccentrica, Cher viene riconosciuta a tutti gli effetti come paladina dei diritti LGBTQ+ e “autentica eroina femminista”. All’epoca, infatti, come ricorda l’artista in persona, “le cantanti venivano picchiate sulla testa per essere brave e gli veniva detto di non pensare”. Lei, però, ha sempre difeso la propria libertà creativa ed esistenziale, rifiutandosi di sottostare al volere degli uomini e alle imposizioni della società.
Ribelle, anticonvenzionale, nonché artista a 360° e filantropa, Cher è diventata un’icona e un mito assoluto, che trascende qualunque tentativo di categorizzazione e si eleva a modello di ispirazione per tutti noi. Oggi compie 76 anni, ma alla pensione non ci pensa minimamente. “Ho fatto molto di più di quanto pensassi di fare, eppure non ho ancora finito”, afferma più seria che mai.
Per celebrarla in occasione di questo giorno speciale, riviviamo alcuni dei momenti più importanti della sua vita attraverso una serie di scatti che ne ripercorrono la carriera e la trasformazione in una leggenda dello showbiz.
Nella città di El Centro, in California, il 20 maggio del 1946 una coppia di sposi dà alla luce quella che sarebbe diventata una leggenda della musica ma non solo. É una bambina e la chiamano Cherilyn Sarkisian LaPiere, ma tutti noi oggi la conosciamo semplicemente come Cher. Suo padre, John Sarkisian, è un rifugiato armeno e di professione fa il camionista, mentre la madre Jakie Jean Crouch è un'aspirante modella.
L'infanzia della cantante è tutt'altro che allegra. I suoi genitori divorziano e lei va a vivere insieme alla madre che, tuttavia, fatica a far fronte a tutte le spese. La famiglia vive in condizioni di grave disagio economico e, durante gli anni del liceo, Cher riscontra grossi problemi nello studio a causa di una grave forma di dislessia ai tempi mai diagnosticata. Per questo, decide di ritirarsi dagli studi all'età di 16 anni. Ma, anche se lei ancora non lo sa, la vita avrà in serbo grandi cose per questa ragazzina speciale.
Fatidico fu l'incontro con Salvatore Bono, meglio noto come Sonny Bono, che all'epoca lavorava come musicista e scopritore di talenti per l'etichetta discografica di Phil Spector. I due si incontrano in un bar quando Cher ha appena 16 anni e lui ne ha 27 e così, da un'iniziale amicizia, nasce un amore che li porterà fino all'altare.
É proprio presso lo studio di registrazione dove lavora Bono che la cantante ottiene per caso il suo primo ingaggio come corista. La sua voce unica nel suo genere, infatti, attira subito l'attenzione del proprietario della casa discografica che non ci pensa un secondo a farsi sfuggire un simile talento. Così, Cher che inizia a cantare nei cori di alcuni grandi capolavori della musica come ad esempio "Be My Baby" della girl-band The Ronettes.
Tuttavia, la sua carriera stenta a decollare. Dopo una serie di alti e bassi, tra cui non pochi insuccessi discografici, e un esordio vissuto nell'ombra del marito che decideva persino che battute farle dire durante le loro gag comiche, Cher dovrà attendere gli anni '90 per affermarsi come cantante solista.
Nel frattempo, però, si afferma come icona di stile mondiale. Il suo modo di vestire è eclettico e rappresenta alla perfezione una personalità indomabile che trascende qualunque etichetta. Cher, seguita fedelmente dallo stylist Bob Mackie, passa da completi hippy a mise dal fascino boho, per poi lasciare tutti di stucco con outfit audaci che vengono ricordati, celebrati ed emulati ancora oggi. Non è un caso che la scrittrice del Time Cady Lang definisce l'artista "un fenomeno culturale che ha cambiato per sempre il modo in cui vediamo la moda delle celebrità". Il suo stile ha influenzato nonché ispirato le più grandi dive contemporanee, come Britney Spears, Madonna, Beyoncé e Lady Gaga.
Uno dei suoi look più memorabili rimane senz'ombra di dubbio quello indossato nel 1974 in occasione del Met Gala. Passato alla storia come il primo Naked Dress mai sfoggiato su un Red Carpet, fu disegnato per lei dall'amico e stilista Bob Mackie, che nella foto qui di fianco possiamo ammirare al suo fianco. Costituito da una base trasparente, l'abito è un tripudio di cristalli, paillettes e perle e - per non farsi mancare nulla - presenta un trionfo di piume svolazzanti sia sulle maniche che sulla parte inferiore delle gambe.
É anche grazie a quella apparizione celestiale che Billboard la incorona ufficialmente come "una delle icone di stile più influenti nella storia del tappeto rosso". Non è un caso, infatti, che una trendsetter come Kim Kardashian abbia più volte omaggiato le mise originali della cantante, sia in occasioni triviali come feste a tema di Halloween, sia sul red carpet del Met Gala, dove nel 2015 - a distanza di 41 anni da quello storico giorno del 1974 - ha sfoggiato una rivisitazione del Naked Dress a firma di Roberto Cavalli, ammettendo chiaramente di essersi ispirata a Cher.
Un altro outfit che passerà alla storia, soprattutto per la sua audacia, sarà quello indossato dall'artista in occasione della cerimonia degli Oscar del 1988. Una sottoveste trasparente tappezzata da paillettes luminose che l'accompagnano in una delle serate più importanti della sua carriera, nonché della sua intera esistenza. Durante quell'edizione degli Academy, sarà proprio Cher ad aggiudicarsi la statuetta come Migliore attrice protagonista per la sua interpretazione nella commedia romantica "Stregata dalla luna".
Ebbene sì, perché nel frattempo Cher, che è un'artista a 360°, inizia persino a recitare e anche sul grande schermo rivela una presenza scenica senza eguali. Stregata dalla luna, Dietro la maschera, Sirene sono solo alcuni dei suoi più grandi successi cinematografici. Tutti rimangono sbalorditi di fronte alle sue interpretazioni magistrali: pochi, per non dire nessuno, si sarebbero aspettati che la cantante avrebbe spiccato anche per doti recitative. Ad affiancarla nei film, mostri sacri del cinema come Meryl Streep, Wynona Rider e Jack Nicholson. Secondo il critico cinematografico del New York Post David Edelstein, il suo successo davanti alla cinepresa deriva dalla sua capacità innata di manifestare "onestà, crudezza ed emotività", senza temere di mostrarsi vulnerabile.
.Nel corso della sua carriera cinematografica, infatti, si aggiudica alcuni dei premi più ambiti nella storia del cinema: un Oscar, un David di Donatello come migliore attrice straniera, il Prix d’interprétation féminine a Cannes, un Emmy Award e tre Golden Globe. Non male, per un’artista che aspirava a diventare “soltanto” una cantante.
La musica, però, resta il suo primo grande amore. Né il plauso della critica cinematografica né la sfilza di statuette bastano a distoglierla dalla sua ambizione primaria: quella di diventare una cantante. Dopo un esordio tentennante, gli anni '90 la consacrano ufficialmente come regina, anzi dea, della musica dance pop.
Believe, Strong Enough, The Shoop Shoop Song (It’s in His Kiss), sono tra i suoi singoli più ascoltati nonché acclamati in tutto il mondo. Il primo titolo, in particolare, è il brano più venduto da una cantante donna in Inghilterra e, in generale, quello che ha registrato più vendite nel 1999. Believe, infatti, vende più di 10 milioni di copie.
In oltre cinquant'anni di carriera, Cher conta su più di 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Si tratta, infatti, dell'unica artista ad aver ottenuto la prima posizione nella classifica dei successi di Billboard per sei decenni consecutivi, dagli anni '60 agli anni '10. Inoltre, e forse in pochi lo sanno, l'artista è una delle prime cantanti a rendere di tendenza l'auto-tune. Il rapper Kanye West si sarebbe persino congratulato con Cher per questo contributo durante il loro veloce incontro in occasione del Met Gala 2015.
Sul piano sentimentale, Cher non può dirsi altrettanto soddisfatta. Dopo il divorzio da Sonny Bono, con cui ha avuto un figlio (Chaz), la cantante sposa il musicista rock Gregg Allman. Anche le seconde nozze, durante le quali la cantante diventa mamma per la seconda volta di un altro bambino, Ellijah Blue, terminano con un divorzio a causa dei problemi di dipendenza dalla droga del marito. É da quel momento che, in un atto di profonda emancipazione femminile, la cantante decide di liberarsi dei cognomi e di chiamarsi semplicemente Cher. Un nome, un mito.
D'altronde Cher non ha mai sentito il bisogno di avere un uomo al proprio fianco. Durante un'intervista risalente al 1996 con Jane Pauley di Dateline NBC, la cantante ha messo nero su bianco questo concetto, raccontando di uno scambio avvenuto anni prima tra lei e la madre, desiderosa che la figlia si sistemasse presto, sposando un uomo ricco. A quell'affermazione, la giovane ma già determinata ragazza rispose con un serafico: "Mamma, sono io l'uomo ricco". Dopo aver riportato l'aneddoto che oggi è virale su tutti i social e che serve a ispirare generazioni di piccole donne, Cher specifica che "gli uomini sono grandiosi, ma non hai davvero bisogno di loro per vivere!".
Come tutte le star illuminate costantemente dalla luce dei riflettori, anche Cher è posta sotto il costante scrutinio delle persone che non esitano a giudicarla e criticarla per le esuberanti scelte stilistiche e per il ricorso alla chirurgia estetica. Fortunatamente, però, la cantante è troppo impegnata a riscuotere il successo meritato per crucciarsi di fronte a un paio di dita puntate. Cher, infatti, ha sempre difeso a spada tratta il diritto alla libera scelta sul proprio corpo, tanto da arrivare a esternare la seguente provocazione: "Se voglio mettermi le tette sulla schiena, non sono affari di nessuno tranne che miei". Chapeau!
É proprio questo suo coraggio e spirito libero a renderla un'icona per la drag queen che, nel suo esempio, trovano conforto e fonte d'ispirazione. Secondo le parole di Thomas Rogers, infatti, "le drag queen imitano donne come Judy Garland, Dolly Parton e Cher perché hanno superato insulti e difficoltà nel loro cammino verso il successo e perché le loro narrazioni rispecchiano il dolore di molti uomini gay che soffrono facendo coming out". La stessa Cher si sente lusingata dai tributi che negli anni riceve da questi artisti ed è a lei che, secondo Maclean Elio Iannacci, si deve il merito di "aver portato le drag queen alle masse", sradicando i pregiudizi nei loro confronti e invitandoli a partecipare ad alcune sue esibizioni nella sua residenza a Las Vegas.
Anche oggi che ha 76anni, Cher è riconosciuta a tutti gli effetti come una delle più importanti icone LGBTQ+ della cultura pop. Lei stessa ha sposato entusiasticamente questo ruolo, affermando in un’occasione di essere convinta che “più a lungo sto bene io, meglio si sentono gli uomini gay”. Inoltre, secondo Jeff Yarbrough di The Advocate, l’artista è “una delle prime superstar a vestire i panni di una persona gay con compassione e senza un accenno di stereotipi” nel film Silkwood del 1983.
Per il suo supporto alla causa e la vicinanza alla comunità LGBTQ+, nel 1998 la cantante riceve il Vanguard Award ai GLAAD Media Awards. Non c’è da stupirsi, dunque, che nel 2014si sia rifiutata di esibirsi durante l’apertura dei Giochi invernali a Sochi, considerato l’atteggiamento intollerante della Russia nei confronti di queste minoranze.
Anche quando suo figlio Chaz ha fatto coming out come uomo transessuale e si è sottoposto a un intervento di transizione, Cher si è sempre dimostrata aperta e non ha mai smesso distargli a fianco durante tutto il percorso. In seguito a questa vicenda, la cantante si è attivata più volte per sensibilizzare l’opinione collettiva, rivolgendosi in particolar modo ai genitori di figli LGBTQ+ in cerca di risposte e supporto.
Artista di successo, fonte d'ispirazione e icona di stile, ma non solo. Nella sua vita, Cher è anche una devota filantropa e non si tira mai indietro quando si tratta di aiutare gli ultimi e gli emarginati.
La cantante, infatti, ha donato in prima persona, ha avviato raccolte fondi e si è erta a portavoce internazionale di Keep A Childe Alive, un'organizzazione che si propone di combattere contro l'AIDS e di fornire farmaci antiretrovirali ai bambini e alle loro famiglie, affetti da HIV/AIDS. Considerato il suo impegno nella lotta contro questa malattia e lo stima che vi aleggia intorno, nel 2015 Cher riceve l'amfAR Award of Inspiration per "la sua volontà e capacità di sfruttare la propria fama per il bene superiore".
Inoltre, dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19, la cantante ha lanciato un'iniziativa chiamata Cher Cares Pandemic Resource and Response Initiative in collaborazione con il dottor Irwin Redlener con l'obiettivo di distribuire un milione di dollari alle "persone cronicamente dimenticate e trascurate" durante la pandemia. Tuttavia, consapevole che la cifra non fosse abbastanza, ha convinto i suoi amici a donare molto di più.
Cher, Sonny e Chaz nel 1970.
Cher insieme a Madonna durante la Women's March a Washington nel 2017.
Cher nel 1979.
Cher durante la Women's March a Las Vegas.
Cher alla 58esima edizione degli Academy Awards.
Cher durante un concerto del 2019 a New York.
Cher insieme al figlio Chaz nel 2017.
Cher con i figli nel 1980.
Cher al Met Gala del 1985 insieme allo stylist Bob Mackie.
Cher nel 1988.