Belén, ancora contro la D'Urso: "Non mi piacciono le persone che fanno facce per fare ascolti!"
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Continua la telenovela Belén vs Barbara D'Urso che, ormai periodicamente, si arricchisce di nuove puntate. Dopo qualche tempo di quiete, è bastata un'intervista della Rodriguez da Giletti a riaprire il caso, purtroppo. Durante la trasmissione L'Arena infatti, il presentatore ha rivolto alla showgirl argentina alcune domande sulla quérelle con la D'Urso, ormai in corso da qualche mese, e Belén, nota per la sua schiettezza, ha motivato nuovamente le ragioni della lite: “È stata la prima volta in 7 anni di televisione, ma non sopporto la maleducazione. Io non parlo male di nessuno e non giudico. La D'Urso si è permessa di giudicarmi per una settimana per fare più ascolti”, ha dichiarato Belén, riferendosi all'episodio delle sue nozze con De Martino, divenute argomento di discussione giornaliero nei salotti di Canale 5 della D'urso. E alla domanda di Giletti sulla possibilità di essere penalizzata da Mediaset per il suo atteggiamento contro uno dei volti di punta della rete, la Rodriguez ha così risposto: “Anche io sono importante, anche se non ho il suo potere. E comunque, anche se mi dicono che se faccio certe cose non lavoro più, non me ne frega niente”.
Ovviamente non è tardata ad arrivare la risposta della D'Urso: “Io potente? Se di potere si può parlare, mi sento di avere un gran controllo della mia mente, un controllo che mi aiuta nel lavoro e mi permette di razionalizzare. Tutto qui. Dietro Barbara D’Urso c’è solo Barbara. Una donna che la sera va a letto con la coscienza pulita e che quando chiude gli occhi si ricorda di quanto era felice quando era bambina”, ha dichiarato la presentatrice napoletana che ha poi aggiunto una buona dose di nazional-popolare come è nel suo stile: “Io rappresento le signore che stirano, le casalinghe. Quelle che mi fermano per strada, anche quando sono in vacanza, e dicono: “Quando torni? Sai che io ti guardo mentre stiro? Io mi immedesimo nel telespettatore. Entro nella testa di chi mi guarda e mi dico: dopo Cofferati e la politica, il pubblico ora vuole sognare".
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