Lo sciopero del calcio femminile USA contro gli abusi sessuali
Condividi su
Il calcio femminile americano ha indetto uno sciopero in seguito allo scandalo sugli abusi sessuali subiti e denunciati da alcune giocatrici della National Women’s Soccer League.
“Non giochiamo più finché non si farà luce su questo scandalo” ha dichiarato una delle atlete e accanto a lei le più grandi giocatrici di calcio americano quali ad esempio Megan Rapinoe e Alex Morgan.
La denuncia degli abusi
Qualche mese fa sulla rivista americana The Athletic, una delle più famose in ambito sportivo, è stata pubblicata la drammatica testimonianza di due ragazze del North Carolina Courage, Sinead Farrelly e Meleana Shim. Le due calciatrici hanno raccontato gli abusi subiti da parte dell’allenatore inglese Paul Riley. Come spesso accade in questi casi, il panorama calcistico si è mosso di conseguenza, spingendo molte colleghe della Farelly e della Shim a uscire allo scoperto e nel giro di poche settimane anche un altro allenatore è stato costretto a dimettersi: Richie Burke, del Washington Spirit.
Burke è stato accusato a propria volta di aver costretto una ragazza a fare sesso con lui e a baciarsi con una collega sotto i suoi occhi.
Anche l’l’allenatore della squadra di Megan Rapinoe, OL Reign si è dimesso poco tempo fa per “commenti inappropriati” denunciati dal Club
La scarsa considerazione che la società ha delle atlete
Questo campionato è iniziato con una svolta: le dimissioni del commissario Lisa Beird, la quale ha chiesto pubblicamente scusa per non essersi accorta di quanto stava succedendo.
La Leauge americana è l’ennesima dimostrazione della scarsa considerazione che la società ha per le atlete. Per fortuna le calciatrici non hanno più paura delle conseguenze e di dire la verità, mosse anche da un’altra atleta che si è battuta per le stesse ragioni: Simone Biles.
La ginnasta americana è stata da poco ascoltata in occasione del processo per la condanna di Larry Nassar, medico della squadra olimpionica di ginnastica artistica americana, che ha abusato di molte atlete.
Simone ha dimostrato che farsi avanti può portare a un cambiamento nella società, spesso troppo indulgente di fronte agli abusi, facendo in modo che i colpevoli vengano adeguatamente puniti per il reato compiuto.
Megan Rapinoe: "Burn it all down"
A peggiorare il tutto, ci pensa anche la disparità di genere che grava pesantemente anche sul settore sportivo. È importante ricordare infatti come per le atlete di sesso femminile sia più complicato avere lo stesso reddito di un atleta del medesimo calibro ma del sesso opposto. Molti club femminili, inoltre, non sono finanziati nello stesso modo in cui vengono finanziate le organizzazioni maschili.
Megan Rapinoe, star del calcio femminile US, è stata una delle prime a schierarsi con le colleghe così come si evince dal tweet pubblicato dalla stessa, in cui si legge: “Burn it all down”, ovvero “Bruciamo tutto”, in riferimento al sistema di abusi e discriminazioni che vede coinvolte molte colleghe.
Non più di dieci giorni fa la Rapinoe aveva chiesto alla Corte Suprema di intervenire sulla legge definita “anti-americana” del Mississippi, che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo le 15 settimane.
“Uomini che proteggono altri uomini che abusano delle donne. Deve bruciare tutto”, queste le parole di Megan in merito alla vicenda.
Condividi su