Giorgio Armani si riconferma un re: tutti i gesti solidali per l’Ucraina
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La situazione geopolitica che ha visto coinvolte due importanti Paesi, quali Ucraina e Russia, ha sconvolto il mondo intero che, probabilmente, non si sarebbe aspettato una guerra tra paesi occidentalizzati.
Nel mondo dello spettacolo, come sappiamo, sono stati tantissimi a far sentire la propria voce per "ripristinare" la pace e per donare dolci parole oltre che aiuti economici allo Stato colpito dalla guerra.
Dunque, cantanti, artisti, attori e figure di spicco a livello internazionale sono intervenuti supportando iniziative e creandone delle nuove, tra questi spicca Giorgio Armani, insieme alla sua azienda, che ha donato oltre mezzo milione in favore dell'UNHCR.
D'altronde questo non è stato nemmeno il primo gesto di sensibilizzazione fatto dallo stilista, che in occasione della Fashion Week ha deciso che la sfilata dell'ultima collezione proposta dall'atelier fosse eseguita senza musica per ricordare la disastrosa situazione attuale.
L'interesse di Giorgio Armani per la pace e per il supporto ai rifugiati ucraini
Esattamente due anni fa fu Giorgio Armani, in occasione della Fashion Week 2020, ad annullare per primo lo show a causa dell'impennata di contagi da Coronavirus, per poi riprogammarlo online adattandosi a quella che era (ed è tutt'ora) la situazione pandemica.
Anche in questo caso Giorgio non è secondo a nessuno e difatti si ritrova a prendere un' ulteriore importante decisione, questa volta a seguito della guerra contro l'Ucraina mossa dalla Russia di Putin.
Difatti, nonostante la Fashion Week, anche in questo caso, non si possa del tutto arrestare, il pensiero del noto stilista italiano rimane alle vittime di guerra; una guerra inaspettata che ha colpito e colpisce un popolo così vicino a noi da non poter più vivere senza rivolgere un pensiero quotidiano al Paese che giorno dopo giorno sta subendo delle perdite. Così, Armani ha deciso innanzitutto di far sfilare le sue modelle senza musica in occasione del lancio della nuova collezione e poi di donare un ingente quantità di denaro all'’Organizzazione delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
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L'iniziativa dello show senza musica proposto da Armani per la Fashion Week
Dunque lo show di Armani alla Fashion Week è stato contrassegnato dalle modelle che camminavano sulla passerella, mostrando gli abiti della nuova collezione, senza il ritmo incalzante della musica. Giorgio non ha voluto puntare a creare un ambiente cupo o inquietante, ma bensì al silenzio capace di farsi sentire e di lanciare un messaggio molto più forte di quello che si sarebbe potuto fare a parole. D'altronde anche il nome della collezione per l'autunno - inverno 2022 - 2023 porta dentro di se un messaggio di speranza, "Segni di luce", che sia la luce che possiamo iniziare a vedere al di fuori del tunnel pandemico di questi due anni o che sia solo un augurio, una cosa è certa lo stilista si è dimostrato ancora una volta al passo con i tempi.
Lo show che ha visto sfilare un susseguirsi di chiaro-scuro è iniziata con una voce fuori campo che spiegava così la decisione di sfilare senza musica: "La mia decisione di non usare nessun tipo di musica preso in segno di rispetto per tutte le persone coinvolte nella tragedia in corso in Ucraina".
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Le ingenti donazioni di Giorgio Armani a favore del popolo ucraino
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Giorgio Armani, però, non si è fermato al semplice gesto simbolico di solidarietà e nemmeno al messaggio postato su Instagram rivolto a tutto il popolo ucraino, difatti proprio in questi giorni lo stilista ha donato 500 mila euro per la raccolta fondi di UNHCR, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per l’assistenza e la protezione delle persone costrette a fuggire a causa del conflitto russo-ucraino.
Inoltre, pochi giorni fa sono stati donati capi di prima necessità ai profughi tramite la Comunità di Sant’Egidio, dove i dipendenti hanno avuto la possibilità di partecipare in prima persona a quest'incredibile gesto prendendo parte alle fasi di preparazione delle spedizioni.
Armani ci ricorda che, nonostante sia giusto che il mondo non si fermi, è al contrario corretto dimostrare che non vi sia nulla da festeggiare e che non possiamo più chiudere gli occhi difronte a delle tragedie che proprio perchè così vicine a noi ci toccano particolarmente.
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