Naike Rivelli, la figlia di Ornella Muti a ‘Verissimo’: “Così ho scoperto che mio padre non era mio padre”
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Naike Rivelli, attrice, cantante e figlia della leggendaria Ornella Muti, è stata ospite del salotto di Verissimo, dove ha condiviso una serie di rivelazioni toccanti e sorprendenti sulla sua vita. L’intervista ha messo in luce non solo momenti difficili e scoperte personali dolorose, ma anche la sua ritrovata felicità con l’annuncio del matrimonio con il compagno Roberto.
Naike Rivelli ospite di Verissimo: cosa ha raccontato nell'intervista?
Si è aperto uno spiraglio nella vita di Naike Rivelli, che ha scelto il salotto di Verissimo per raccontarsi a cuore aperto. L'affascinante artista, nota al pubblico non solo per il suo talento ma anche per essere figlia della divina Ornella Muti, ha svelato capitoli inediti della sua storia personale, alcuni dei quali hanno lasciato il segno nel suo percorso di vita, come la scoperta che il padre che l'aveva cresciuta non fosse davvero suo padre. Ma come nelle più belle favole, anche il suo racconto ha trovato il suo lieto fine: l'annuncio del matrimonio con Roberto, compagno di 7 anni.
Chi è Naike Rivelli, la figlia di Ornella Muti?
Naike Rivelli nasce a Monaco di Baviera il 10 ottobre 1974, ma il suo legame con l’Italia è radicato nell’eredità artistica materna. Figlia dell’attrice Ornella Muti (nome d'arte di Francesca Rivelli), Naike ha scelto di portare il cognome della madre, mentre l’identità del padre è rimasta un mistero per molti anni. Fin dalla giovane età, Naike ha mostrato un talento naturale per lo spettacolo, debuttando a soli otto anni accanto alla madre nel film Bonnie e Clyde all’italiana di Steno.
La sua carriera si è sviluppata sia nel cinema che nella musica. Dopo essere apparsa in film come Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola e Benvenuti al Sud di Luca Miniero, Naike ha esplorato anche il mondo della televisione e della musica pop, pubblicando il suo primo album sotto lo pseudonimo Nayked.
L'infanzia difficile e la scoperta del padre biologico
L’infanzia di Naike Rivelli non è stata priva di difficoltà. Cresciuta con un padre severo, Federico Facchinetti, l’uomo che lei considera il suo vero papà, Naike ha affrontato dinamiche familiari complesse. “Avevo un papà molto severo, non si poteva uscire senza dire dove andassi, voleva i numeri di telefono. Magari volevo fare altro e non potevo, venivo sempre sgamata”, ha raccontato.
Il colpo di scena più significativo nella sua vita è arrivato quando, a soli sei anni, ha scoperto che Facchinetti non era il suo padre biologico. La notizia ha segnato profondamente Naike, che non è mai riuscita a costruire un legame con il genitore naturale: “Ho saputo a 6-7 anni chi fosse il mio papà biologico. Lui era sposato con dei figli, ma non li ho mai incontrati. Per me, il mio padre biologico è Federico, è chi ti cresce”.
Chi è il padre ignoto di Naike Rivelli?
Negli anni, si è ipotizzato che il produttore cinematografico spagnolo José Luis Bermúdez de Castro fosse il padre di Naike, ma un test del DNA ha smentito questa teoria. Ad oggi, l’identità del vero padre biologico rimane sconosciuta. Un enigma che non sembra turbare Naike, convinta che il ruolo di genitore sia determinato dall’amore e dalla cura piuttosto che dai legami di sangue.
Vita privata e matrimonio all'orizzonte: chi è il compagno Roberto
Nonostante le turbolenze del passato, Naike Rivelli sembra aver trovato la serenità nella sua vita privata. A Verissimo, ha annunciato il suo matrimonio con Roberto, il compagno con cui condivide la vita da sette anni: “Mi sposo, speriamo sia la volta buona. È incredibile che tutti vogliano sapere di noi, ma è da sette anni che c’è Roberto nella mia vita, solo che nessuno lo sapeva. Lo faremo a fine aprile”.
La madre, Ornella Muti, approva pienamente questa unione: “Lo conosce bene, noi viviamo insieme in campagna. Potevo sposare un uomo che non accettasse la mamma?” ha scherzato Naike. Riguardo all’influenza materna, ha aggiunto: “Mi ha insegnato il potere del subconscio. Mi ha sempre detto: ‘Ascolta il cuore e respira’”.
Naike Rivelli sulla propria bisessualità
Naike Rivelli ha sempre affrontato con schiettezza la sua identità sessuale. All'inizio degli anni 2010 ha dichiarato la sua bisessualità, affrontando il tema anche di recente nel podcast One More Time di Luca Casadei. “A 12 anni ero confusa. Mi innamoravo dei personaggi femminili e non capivo cosa stesse succedendo. Quando mi sono baciata con il mio primo fidanzatino, non mi è piaciuto. Poi mi sono innamorata del papà di mio figlio, con cui sono stata per 13 anni. Ho avuto una fidanzata, c’è stato molto sentimento. Essere bisessuali non vuol dire avere miliardi di compagni dell’altro sesso, vuol dire che magari accade anche una sola volta”, ha spiegato.
Il rapporto con le droghe: la tossicodipendenza e la cannabis medica
Nel corso dell’intervista, Naike ha parlato apertamente della sua esperienza con la tossicodipendenza, un capitolo buio della sua vita che è riuscita a superare grazie alla terapia e al supporto della famiglia. “Io penso che la cocaina sia una delle droghe più infime del mondo. Ti va tutto male. Sono stata fortunata ad avere la mia famiglia accanto e una terapia che mi ha fatto capire che ero autodistruttiva perché non mi volevo bene”.
Ha poi affrontato un tema attuale e delicato: l’uso della cannabis terapeutica e le implicazioni del nuovo codice della strada. Naike ha espresso preoccupazione per i pazienti che utilizzano la cannabis come trattamento medico, evidenziando i timori legati alla normativa. Sebbene alcuni follower abbiano sottolineato che il decreto non penalizza chi ha una prescrizione medica, il dibattito rimane aperto.
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